D'Annunzio, si elegge il rettore. Crescenti:«perché non voto Cuccurullo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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D'Annunzio, si elegge il rettore. Crescenti:«perché non voto Cuccurullo»
CHIETI. Si arroventa inaspettatamente il clima pre-elettorale della d'Annunzio, dove il prossimo 13 maggio si voterà per l'elezione del Rettore.
Candidato uscente Franco Cuccurullo, già in carica ed al quarto mandato, sfidante silenzioso (ma è stata una scelta per mantenere la competizione all'interno dell'Accademia) il professor Pier Enrico Gallenga, sostenuto da un Comitato di docenti storici dell'Università che hanno tenuto fino ad oggi un profilo molto basso in questa particolare campagna elettorale.
E così mentre sulla stampa si sono susseguiti comunicati di appoggio al rettore Franco Cuccurullo (sia da parte sindacale che di singoli docenti), il fronte opposto si è inabissato e forse ha lavorato sott'acqua, nel senso che ha cercato il consenso tra gli aventi diritto al voto, senza apparire all'esterno.
Oggi invece, a 10 giorni dall'elezione, rompe gli indugi il professor Uberto Crescenti, decano della d'Annunzio, e già rettore per quattro volte fino ai primi anni '90.
E lo fa con una lettera al veleno, rivolta proprio al prof. Cuccurullo, in cui contesta al rettore uscente di non aver accettato il confronto con gli avversari.
Ma l'iniziativa del decano non si ferma qui.
Infatti ha spedito una lettera (che pubblichiamo) a tutto il personale in cui ripercorre, punto per punto, i motivi per i quali il rettore in carica non andrebbe riconfermato: gestione verticistica del potere, fallimento della Fondazione con duplicazione degli incarichi e fondi che ora servono solo a pagare il CdA ed i Sindaci revisori, bilancio dell'università sano solo apparentemente, spese eccessive di rappresentanza e di immagine, collegialità inesistente, rigido controllo dei docenti e del personale. Insomma un atto di accusa netto e documentato che è anche un modo per l'ex rettore di uscire con la coscienza a posto dalla scena della d'Annunzio, di cui è stato il massimo artefice tra la fine degli anni 80 ed i primi del 90.
L'ex rettore infatti è alle soglie della pensione e quindi non ha particolari interessi elettorali. Raggiunto telefonicamente, il prof. Crescenti spiega: «non ho voluto deliberatamente consegnare la mia lettera alla stampa perché ritengo che il dibattito debba restare tutto interno all'Università. La mia iniziativa nasce esclusivamente dalla preoccupazione per il degrado del dibattito interno e per il declino dell'attuale peso specifico culturale della d'Annunzio a livello di ricerca. So bene – conclude Crescenti - che il tutto sarà interpretato come un attacco a Cuccurullo, ma in realtà queste cose che scrivo io gliele avrei dette di persona, se me ne avesse dato l'occasione. Diciamo che ho dato forma scritta ad un dissenso strisciante da parte di molti per la gestione attuale. Un altro rettore avrebbe dovuto aprire un dibattito. Invece niente».
A supporto della quinta elezione di Cuccurullo si sono schierati apertamente i sindacati Ugl, Cisl e Cisal.

Sebastiano Calella 04/05/2009 14.55