Alcol di notte: per il Tar ha ragione il Comune di Pescara

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Il Tar Abruzzo - Sezione Distaccata di Pescara - ha respinto la domanda cautelare di sospensiva proposta con ricorso da 16 esercizi pubblici e circoli privati, prevalentemente della zona di Pescara vecchia, contro l'ordinanza del vice sindaco Camillo D’Angelo.

L'ordinanza era nata per garantire la sicurezza nelle ore notturne e aveva disposto il divieto di vendita per asporto di alcolici nei pubblici esercizi e circoli privati, il divieto di somministrazione di bevande alcoliche dopo le ore 2.00, il divieto di consumazione di bevande alcoliche nelle aree pubbliche e la chiusura di esercizi pubblici e circoli privati entro le ore 2.30 tutti i giorni ed entro le ore 3.00 del venerdì e dei giorni prefestivi.
Il giudice amministrativo ha accolto le difese del Comune, rappresentato dall'avvocato Marco De Flaviis, ritenendo - spiega il Comune - «pienamente legittimi i presupposti per l'adozione dell'ordinanza, che rientra perfettamente nei poteri del Sindaco ai sensi dell' art. 54 comma D.lgs n. 267/00 (Testo Unico degli Enti Locali)».
Come spiegato nell'ordinanza del Tar il provvedimento appare «sufficientemente motivato» ed esente da vizi di «illogicità, irragionevolezza od evidente travisamento dei fatti».
L'ordinanza del vice sindaco è risultata essere, inoltre, «frutto dell'applicazione di quanto previsto nel pacchetto sicurezza approvato dal Governo e precisato dal Decreto del Ministero dell'Interno del 5 agosto 2008 (c.d. Decreto Maroni)», che ha ampliato i poteri d'intervento dei sindaci per salvaguardare incolumità pubblica e sicurezza urbana.
Per il momento dunque i gestori dei locali dovranno attenersi a quanto dispone l'ordinanza comunale ed eventualmente proporre ricorso al Consiglio di Stato.
04/05/2009 7.54


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