Conga assolto dalla Corte Conti:«ecco la prova del mio scrupolo e rigore»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Conga assolto dalla Corte Conti:«ecco la prova del mio scrupolo e rigore»
CHIETI. «La sentenza della Corte dei Conti dell'Aquila era un po' forzata. Tant'è vero che a Roma abbiamo vinto».
L'avvocato Giovanni Mangia, che ha difeso Luigi Conga, ex manager della Asl di Chieti, conferma che in una vicenda di danno erariale, dopo una prima condanna a 10 mila euro di risarcimento più le spese di giustizia, è arrivata l'assoluzione completa da parte della Corte dei conti di Roma.
Non sono mancati toni trionfalistici da parte del diretto interessato che ha sottolineato come «l'assoluzione sia la prova della buona gestione» del suo mandato come manager della Asl di Chieti nei primi anni del nuovo millennio, in piena era Fira, in pieno centrodestra, in piena cartolarizzazione.
Commento legittimo che tuttavia non cancella i macigni piombati addosso l'ex manager con le inchieste giudiziarie sulla sanità e l'accusa di aver incassato tangenti per oltre 5 milioni di euro.
Anche la storia che ha portato Conga ad essere giudicato dalla Corte dei conti sembra più un autogol per l'ex manager, di cui svela il comportamento disinvolto nelle pratiche in cui si trattava di affidare incarichi retribuiti.
Nel 2005 Conga affidò con una delibera alla Ernst & Young (mandataria) e a Reconta Ernst Young (mandante) un incarico come estensione di un precedente contratto del 2004: si trattava di elaborare il piano strategico della Asl.
La delibera, immediatamente esecutiva, prevedeva diverse fasi di lavoro: la prima, già contrattualizzata, la seconda (definizione degli obiettivi) consisteva in 31 giornate/uomo di lavoro per 15 mila euro, la terza (assistenza alla predisposizione dei piani operativi e dei piani pluriennali di investimento) con 31 giornate/uomo per altri 15 mila euro, la terza fase (identificazione dei piani di finanziamento) per 7 giornate/uomo con 3.500 euro.
Totale: 69 giornate e 34 mila euro più iva, cioè 41.301,66 euro.
Secondo i Revisori dei conti della Asl di Chieti, questa decisione non era condivisibile perché all'interno dell'azienda sanitaria c'erano professionalità in grado di elaborare questo Piano strategico.
Di qui la denuncia alla Corte dei Conti per un danno erariale di 50 mila euro, che la Corte poi ridusse a 10 mila e che poi sono stati completamente annullati.
Di qui a parlare di «scrupolo e rigore» nella gestione della vicenda, così come pure sottolineato dall'interessato, ce ne corre.
Sia per le resistenze interne alla Asl che non si limitarono al ricorso dei Revisori: fu anche difficile trovare il funzionario che firmò il provvedimento di pagamento quando la Ernst Young chiese il corrispettivo del lavoro svolto (tra l'altro sembra che questo funzionario a sua volta condannato non abbia fatto ricorso, vista l'esiguità della cifra da restituire).
Sia soprattutto perché, al di là della valutazione giudiziaria che ha assolto Conga dalle responsabilità contabili, sembra assai strano che un manager, nominato per gestire l'azienda, chieda all'esterno la redazione di un piano strategico, che è il cuore del suo mandato politico ed amministrativo.
Sembra cioè una forzatura utilizzare (e pagare) una società di revisione che ha già un contratto per 480 mila euro più iva.
Scrive infatti Conga in delibera:«si approva l'offerta tecnica ed economica presentata da Ernst&Young Financial Business Advisors Spa per l'espletamento del servizio di assistenza tecnica alla predisposizione del Piano strategico aziendale 2005 per un totale di 49.881,23 più iva».
Tanto valeva che la Giunta regionale affidasse la Sanità direttamente alle società di revisione, senza passare attraverso i manager.

Sebastiano Calella 24/04/2009 9.31