Tils (Reiss Romoli) annuncia licenziamenti,70 a L’Aquila. Sindacati in rivolta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. 170 licenziamenti in vista per la Tils, specializzata nella formazione interna a cui fa capo il campus Reiss Romoli: 100 dipendenti saranno tagliati nella capitale e 70 a L'Aquila.

«Responsabile morale dei licenziamenti è l'amministratore delegato di Telecom Italia che aveva dato rassicurazioni personali sulla risoluzione della questione Reiss Romoli», accusa il segretario generale Uilcom, Giorgio Serao presente alla riunione con i rappresentanti della Tils.
«Una decisione sprezzante - commenta Serao riferendosi ai licenziamenti - in un momento come questo» in cui l'Abruzzo fa i conti con i danni provocati dal terremoto.
Telecom esprime «con forza il proprio sdegno» per il contenuto delle dichiarazioni del segretario generale Uilcom Giorgio Serao.
«Non esiste correlazione tra la decisione di Tils di mettere in cassa integrazione 170 lavoratori e l'andamento dei volumi di attività fin qui regolati dal contratto con Telecom Italia, che é pienamente operativo»," precisa in una nota il gruppo telefonico.
Tils è un 'outsourcer' (subfornitore) di Telecom e il gruppo, sottolinea la nota, «ha sempre onorato gli adempimenti previsti dal contratto e seguiterà a farlo, come ha confermato ai preoccupati lavoratori di Tils l'amministratore delegato Franco Bernabé, ricevendone una delegazione in occasione di una loro manifestazione presso gli uffici di Telecom Italia».
«Ogni strumentalizzazione della situazione - si legge di seguito - soprattutto nel tentativo di legarla alla tragica situazione verificatasi in Abruzzo con il recente sisma, è piena responsabilità di Tils o dei suoi rappresentanti sindacali, che hanno oggi rilasciato dichiarazioni non ammissibili».

E l'allarme dei segretari Cgil, Cisl e Uil di Abruzzo e della provincia dell'Aquila è ora circa «operazioni e intenzioni di delocalizzazione di funzioni, istituzioni, enti e servizi a danno del capoluogo di regione».
Da qui la richiesta, al governatore d'Abruzzo, di «convocare un tavolo regionale per un'agenda delle priorità».
«Il pericolo - denunciano dopo una riunione svoltasi ieri all'Aquila - è che si lasciano i cittadini senza punti di riferimento essenziali e si costituiscono i presupposti per una menomazione del ruolo di capoluogo che la città ha e dovrà continuare ad avere».
I sindacati dicono di ritenere «positivo l'esempio delle Poste e di alcune banche, che si sono attrezzate con strutture provvisorie senza abbandonare il territorio» e, nello stesso tempo, definiscono «inaccettabili le scelte di altri soggetti che optano per trasferirsi altrove».
«Cgil, Cisl, Uil - annunciano - contrasteranno scelte che vanno nella direzione di declassare il ruolo dell'Aquila, che deve essere ricostruita non genericamente come realtà colpita dal terremoto, ma nella sua veste di capoluogo, sede primaria delle Istituzioni regionali, di un'antica Università, di un importante ospedale».
«Siamo consapevoli che la realizzazione di sedi provvisorie vedrà le funzioni e i servizi in esse svolte risentire di tutte le difficoltà che la situazione comporta, per cui è giusto prevedere che ci si appoggi a tutto l'Abruzzo, ma le delocalizzazioni senza previsioni di rientro sono inaccettabili».

24/04/2009 9.08