Albergatori a Berlusconi: «siamo al collasso, travolti anche noi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Cresce la preoccupazione del mondo del turismo abruzzese per i riflessi del terremoto.


Il comparto in Abruzzo, conta 7 mila 100 imprese, dà lavoro a 35 mila addetti, produce un fatturato di 1,6 miliardi di euro e incide sul Pil per oltre l'8 per cento, il 15 se si calcola anche l'indotto.
In queste settimane 394 alberghi della provincia di Pescara, Chieti e Teramo stanno offrendo ospitalità a 23.544 sfollati ma per gli albergatori non è tutto così semplice e rischiano di essere travolti dai riflessi del terremoto, anche in zone dove gli effetti del sisma non si sono avvertiti.
A farsi portavoce della preoccupazione del mondo del turismo è Daniele Zunica, albergatore e presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti, la federazione abruzzese del turismo che associa albergatori, balneatori, agenti di viaggio. Zunica ha scritto al presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi.
«Pur nella massima solidarietà e con tutta la comprensione e la delicatezza che questa tragedia impone», dice il presidente di Assoturismo-Confesercenti, «le chiediamo di non dimenticare noi operatori turistici che, pur non essendo terremotati, rischiamo di essere travolti dagli effetti del terremoto. Nella fascia collinare-montana riposano 18 tra i più suggestivi borghi italiani, ma le strutture locali sono praticamente vuote. Siamo al collasso e inizia a profilarsi un'ondata di licenziamenti dalle conseguenze disastrose per la nostra economia».
Il mondo del turismo abruzzese, dice Zunica, ha «bisogno di sostegno da parte di tutti. Gli italiani possono aiutarci scegliendo una vacanza "etica" che ci aiuti a rilanciare il nostro bellissimo territorio. Il Suo governo può contribuire a promuovere l'immagine di una terra bella e forte che si sta rialzando con energia e invitare tutti a sostenerci nel tempo. Abbiamo bisogno di interventi di supporto concreti e immediati, anche dal punto di vista fiscale».
Dagli operatori turistici arriva anche un invito diretto al premier: «La Sua presenza fino ad oggi è stata massima. La invito – dice Zunica – nei prossimi giorni ad uscire dall'Aquila e a visitare le altre province».
«Sono certo – conclude il presidente dell'associazione di categoria – che capirà le nostre ragioni e che vorrà fare tutto quanto in Suo potere per aiutarci a risollevare il capo e a costruire un nuovo modello di crescita, più forte, sano e sicuro».

22/04/2009 16.14