A Pretoro il camping senza autorizzazioni si offre di ospitare gli sfollati

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PRETORO. Nella corsa alla solidarietà anche il camping Maielletta a Pretoro si offre di ospitare i terremotati dell'Aquila.


«Può farlo se è privo di ogni autorizzazione all'esercizio dell'attività alberghiera?».
Se lo chiede - in una lettera aperta ai giornali - Antonio Di Pasquale, il perito di alcuni campeggiatori che hanno ingaggiato una battaglia con le amministrazioni pubbliche le quali avrebbero consentito al campeggio di sopravvivere nonostante le inadeguatezze denunciate.
Scrive Di Pasquale: «Come ci si può stupire per quanto accaduto all'Aquila quando a Pretoro da più di due anni, resta aperta e funzionante la struttura turistico ricettiva denominata “Camping Maielletta” nonostante tutte le denunce fatte contro l'Amministrazione Comunale ed il gestore?».
Secondo il perito questa struttura ricettiva a Passo Lanciano opererebbe da anni senza alcuna autorizzazione e classificazione.
«E' tutto en noto a Prefettura, Carabinieri, Asl di Chieti, Comando dei Vigili del Fuoco ecc. ecc.», ricorda oggi Di Pasquale in questo momento molto particolare di polemiche e di allarmi inascoltati, «fin dal 2006 e come confermato dal settore Turismo della Provincia di Chieti. Inoltre non ha mai richiesto ed acquisito neanche il certificato di agibilità dell'intera struttura, ma nel contempo ha esercitato e continua ad esercitare l'attività turistico alberghiera. Come ci si può stupire per quanto accaduto all'Aquila se un ente pubblico come il Comune di Pretoro, per indubbi motivi di lucro, ha rinnovato per ben tre volte, dal 1972, il contratto di locazione dei beni pubblici sopra descritti (ricadenti inoltre sul territorio demaniale civico e pertanto indisponibili sotto qualsiasi forma) a società private senza far loro acquisire mai alcuna autorizzazione?»
«Come ci si può stupire», conclude, «ed oggi questa struttura è ingrado di ospitare ospitare i terremotati?»
Domande forse inquietanti, di sicuro lecite, che sollevano più di un problema di responsabilità, se la documentazione che Di Pasquale allega è a conoscenza della Procura, della Prefettura e del Comune, oltre che degli altri enti citati.

22/04/2009 9.23