«Rimandare le elezioni amministrative in tutto l’Abruzzo: si apra un dibattito»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Pronti a fermare tutto per concentrarsi sulla emergenza terremoto? Pronti a non distogliere l’attenzione dai veri problemi di 70mila persone sfollate? Pronti a fermare la giostra della politica e le elezioni amministrative?IL PD:«FERMARE LE ELEZIONI SOLO ALL’AQUILA» * IL SONDAGGIO: MEGLIO VOTARE SUBITO O RIMANDARE LE AMMINISTRATIVE?

ABRUZZO. Pronti a fermare tutto per concentrarsi sulla emergenza terremoto? Pronti a non distogliere l'attenzione dai veri problemi di 70mila persone sfollate? Pronti a fermare la giostra della politica e le elezioni amministrative?

IL PD:«FERMARE LE ELEZIONI SOLO ALL'AQUILA»


* IL SONDAGGIO: MEGLIO VOTARE SUBITO O RIMANDARE LE AMMINISTRATIVE?

Qualche timido tentativo era stato fatto persino dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, che aveva proposto il rinvio, ma solo per la provincia dell'Aquila.
Il ministro Maroni avrebbe già deciso il rinvio delle amministrative per la sola provincia dell'Aquila.
Ma perché rimandare?
A spingere verso questa soluzione è il consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo che si appella sostanzialmente al buon senso.
A creare problemi non sarebbero tanto le elezioni in sè (dunque i due giorni di voto, il 6 e il 7 giugno) ma la campagna elettorale con tutto quello che ne comporterebbe, non ultimo la strumentalizzazione inevitabile della tragedia, l'attenzione puntata su problemi che a confronto del terremoto assumono un piano del tutto secondario. Insomma c'è un tempo per ogni cosa e questo non sarebbe il più adatto per votare. Si pensi anche agli sfollati che probabilmente a tutto penseranno tranne che a questo o a quel candidato.
Questioni di punti di vista ma soprattutto di freddi calcoli matematici (il centrodestra sarebbe in vantaggio secondo i sondaggi…).
I senatori Pastore e Di Stefano hanno sostenuto che «non si possano e non si debbano rimandare le elezioni amministrative a Pescara e nel resto d'Abruzzo».
«Capisco che ci sia l'ansia di sfruttare il vento favorevole per il centrodestra», commenta Acerbo (Rc), «ma dovrebbero prevalere altre considerazioni di interesse generale. E' evidente che se si va al voto amministrativo nelle province di Pescara, Chieti e Teramo a partire dai prossimi giorni l'attenzione e le energie del ceto politico-amministrativo non potranno che essere assorbite dalla competizione elettorale».
Parlamentari, assessori e consiglieri regionali, amministratori locali dovranno inevitabilmente dedicare il proprio tempo alla conquista del consenso per le proprie liste e i propri "amici".
«Anche il clima di cooperazione tra le varie forze politiche e istituzioni a livello regionale ne risentirebbe», riflette Acerbo.
«Fermiamo la corsa elettorale, che tra l'altro appare anche di cattivo gusto, finchè siamo in tempo. Sarebbe un segno di responsabilità se le forze politiche abruzzesi chiedessero al governo di rinviare le elezioni amministrative. L'Abruzzo non è mai stato così unito e l'intera comunità regionale si sente coinvolta nella tragedia che ha colpito le popolazioni dell'aquilano».
Come detto nei giorni scorsi anche il presidente Chiodi aveva dichiarato che sarebbe stato meglio un rinvio ma evidentemente altre forze all'interno del Pdl stanno prevalendo.
Acerbo chiede un segnale anche da parte del Pd «chiedendo le dimissioni della giunta di Pescara sulla cui permanenza giustamente il Pdl (ma anche Rifondazione) ha molto da ridire vista la vicenda del certificato medico del sindaco D'Alfonso».
Chissà cosa ne pensa la gente comune, quella che su questo punto potrebbe scegliere appellandosi solo al buon senso.
E ieri anche un editoriale del direttore de Il Centro, Luigi Vicinanza, ha provato ad aprire una “breccia”. «E' evidente», scrive Vicinanza, «che non ci sono le condizioni per esercitare il diritto al voto. Nell'impossibilità di rinviare anche le elezioni europee, in quanto legate ad obblighi internazionali, il Viminale farebbe bene però se sospendesse la campagna elettorale nelle altre tre province e nei rimanenti Comuni. In una fase così acuta di emergenza le forze politiche si devono impegnare per unire le popolazioni anziché dividerle così come accade in consultazioni locali dove la contrapposizione spesso assume caratteri esasperati. Sarebbe una scelta opportuna se Berlusconi nominasse il governatore della Regione commissario alla ricostruzione mantenendo in carica le attuali amministrazioni provinciali e comunali fino all'autunno o addirittura alla primavera 2010. Gianni Chiodi», scrive il direttore del quotidiano più letto in regione, «eviterebbe così di perder tempo a far propaganda per questo o quel candidato, come è accaduto ieri a Pescara, mentre il premier girava senza di lui al suo fianco per L'Aquila. Viene prima la campagna elettorale o i bisogni dei terremotati?»
Una interpellanza è stata presentata anche del Consigliere regionale Pdci, Antoio Saia, al Presidente della Giunta regionale. Vi si chiede se si ritenga opportuno intervenire nei confronti di Governo chiedendo il rinvio delle elezioni Amministrative in tutti i Comuni e le Province Abruzzesi.

20/04/2009 9.20

IL PD:«FERMARE LE ELEZIONI SOLO ALL'AQUILA»

Il capogruppo del Pd alla Regione Camillo D'Alessandro sul rinvio delle elezioni ha detto questa mattina che contrariamente alle prime ipotesi di stop totale ora «l'orientamento generale è cambiato. Credo a questo punto che sia giusto, anzi sacrosanto non votare all'Aquila e in provincia, ma far svolgere regolarmente la tornata elettorale nel resto della regione».
D'Alessandro ha poi aggiunto che «Per le Europee come già detto nei giorni scorsi, bisognerà per forza votare in tutto l'Abruzzo visto che la decisione non è di pertinenza del nostro Paese». D'Alessandro ha anche detto che l'avvio agli inizi di maggio della campagna elettorale «Bloccherà la macchina regionale in un momento drammatico, con l'avvio della ricostruzione post-terremoto».

20/04/2009 13.14