Protezione civile. I vigili del fuoco scrivono a Napolitano e Berlusconi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROMA. I sindacati di base dei vigili del fuoco hanno inviato una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei Ministri, ai presidenti di Camera e Senato e ai presidenti dei gruppi parlamentari, per chiedere «un sistema di risposta all'emergenza che sia preventivo, adeguatamente finanziato e riportato alla sua funzione sociale».
«Manca una attività preventiva delle emergenze, delle previsioni dei rischi – si legge nella missiva - il Corpo nazionale è scollegato dai grandi centri di rilevamento delle attività sismiche o della previsione di alluvioni. Così come mancano punti di contatto con gli enti locali, che spesso si autorganizzano in modo difforme sul territorio».
Nei giorni passati hanno destato scandalo le trasmissioni televisive e i giornalisti che hanno toccato il nervo scoperto della disorganizzazione centrale dei soccorsi, ma ora sembra che anche i vigili del fuoco rilevino una grande necessità di coordinamento.
A tal proposito la lettera si rivendica il bisogno di «un sistema in cui l'organizzazione e il coordinamento degli enti che concorrono e collaborano all'emergenza sia pianificata ante evento calamitoso e non successivamente o ad intervento in corso. Tutto ciò per evitare il verificarsi di problematiche gestionali e/o di coordinamento dei soccorsi, come ci sono state in questo periodo, tale da ridurre i tempi per riportare alla normalità la vita quotidiana dei cittadini delle zone interessate alle calamità naturali».
Per il sindacato queste problematiche, inerenti la funzione e la condizione dei vigili del fuoco, erano già esistenti, ma ulteriormente evidenziate nella gestione dell'emergenza sisma in Abruzzo.
La lettera inviata al capo di Stato e a quello di Governo prosegue evidenziando proprio lo sforzo dei vigili:«ci rivolgiamo a Voi poiché siamo gente del soccorso, che prima svolge con professionalità l'emergenza e poi ci riflette sopra».
Il sindacato sottolinea la gravissima situazione debitoria in cui versa il Corpo: «oggi ci troviamo con competenze maggiori, uomini e attrezzature in meno».
Nonostante ciò i vigili hanno dichiarato di aver mantenuto il dispositivo del soccorso ad un livello altissimo nel paese.
Il sindacato non sembra avere dubbi nel chiedere l'aiuto alla politica alla quale si rivolge reclamando «il necessario sforzo a riconsiderare urgentemente i criteri di finanziamento del personale del Corpo nazionale».
La rappresentanza sindacale di base ha domandato di riconsiderare inoltre l'organizzazione dei vigili del fuoco “una struttura ingessata e militarizzata”, mentre la realtà stessa assegnerebbe al Corpo una funzione essenzialmente sociale.
Nei pochi fogli inviati a Roma il sindacato ha cercato di mettere in evidenza la distanza tra la professionalità di tutti i vigili e la scarsa valorizzazione del Corpo nazionale: «siamo l'unico ente dello Stato che può disporre di un contingente di ingegneri e professionisti ad orario continuativo, immediatamente sul campo, che si confronta con la popolazione e diviene l'interfaccia di esperti ed enti locali senza interposizione, ma non abbiamo la giusta valorizzazione».

m.r. 18/04/2009 12.09