Raccolgono 10mila euro per i terremotati, ma il parroco si oppone

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Raccolgono 10mila euro per i terremotati, ma il parroco si oppone
PIANE D’ARCHI. Una lettera anonima, una email firmata e una telefonata con don Michele Sorino della parrocchia di Piane D’Archi. Tutto ruota intorno ad un «piccolo capitale», come lo chiama il don: 10 mila euro raccolti nella frazione (400 anime) per la festa pasquale.
Quando i cittadini hanno proposto di devolvere la somma in favore dei terremotati abruzzesi il parroco si è opposto.
«Quando si dona una torta al nonno», ha detto don Michele a PrimaDaNoi.it, «è il nonno che la gestisce».
Ogni anno in paese si raccolgono i soldi per la festa del cosiddetto “ottavo di Pasqua”.
«Quest'anno», racconta Leonardo Vitullo, un cittadino di Piane D'Archi, «la raccolta è stata interrotta in anticipo a causa del terremoto, ma si è comunque arrivati ad una somma ingente che i cittadini avrebbero voluto devolvere in favore dei terremotati. Il parroco però», continua Vitullo, «quando il comitato organizzatore ha illustrato la proposta, ha rifiutato sostenendo che quei soldi sono necessari per la chiesa di Piane D'Archi. Al termine della messa di Pasqua il prete ha quindi comunicato che la festa non ci sarebbe stata, che sui soldi donati i cittadini non avevano più alcun diritto e che è lui l'unico a poter decidere cosa fare di quella somma. Ha, inoltre, aggiunto che quei soldi ai terremotati non servono in quanto la chiesa ha già pensato ad aiutarli».
E nella piccola frazione da qualche giorno sta circolando anche una lettera anonima che racconta più o meno la stessa vicenda. «Non sappiamo chi l'abbia scritta», assicura Vitullo.
Nel testo compaiono espliciti riferimenti ai maghi televisivi denunciati dal programma “Striscia la notizia”: Don Michele Sorino viene paragonato al maestro Do Nascimento, mentre la suora che con lui convive è paragonata a Vanna Marchi.

DON MICHELE: «LA TORTA E' DI CHI LA RICEVE»

Pronto don Michele, cos'è questa storia dei 10 mila euro non donati agli sfollati?
«Lei dà credito alle lettere anonime?», risponde infastidito il parroco, con la sua voce fine al telefono.
Veramente la chiamo perché abbiamo ricevuto una email, firmata.
«Se lei è una giornalista deve raccontare come sono andate veramente le cose e per prima cosa le dico che le lettere anonime non vanno commentate ma solo cestinate».
Poi il presule si convince a raccontare la sua versione dei fatti.
«Ho deciso insieme al comitato cosa fare di quella somma di denaro. Il comitato, per motivo di lutto ha deciso di non fare la festa e rimandarla al prossimo anno. I soldi raccolti verranno utilizzati per quella manifestazione. E' un atto di giustizia. Noi raccogliamo i soldi per un fine», racconta ancora don Michele con molta fermezza, «e quel fine va rispettato. Sarebbe contro la legge universale cambiare la destinazione d'uso».
Ma i cittadini avrebbero preferito devolvere quei soldi ai terremotati, come gesto di solidarietà…
«Ma lei lo sa che il proprietario è chi riceve non chi ha dato? Se lei regala la torta al nonno sarà il nonno a gestirla. Non possono saltare fuori persone adesso che dicono “ah.. perché non diamo quei soldi agli sfollati…”»
Quindi i 10 mila euro serviranno per l'anno prossimo? «Posso dirle informalmente che restano a disposizione della parrocchia e magari verranno utilizzati per altre feste, prima tra tutte quella di Santa Rita il prossimo 22 maggio».
Don Michele ha anche assicurato che se i suoi fedeli vorranno lui è disposto ad aprire una nuova raccolta fondi: «possiamo metterci insieme e fare questa raccolta, motivando il fine fin dall'inizio, però».
Già domenica prossima, come disposto dal Vescovo Bruno Forte, le offerte verranno devolute agli sfollati.

Alessandra Lotti 16/04/2009 12.59