Tavani: «10 milioni di euro per fare una strada di 6 km»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Il consigliere provinciale del gruppo di Alleanza Nazionale, Antonio Tavani, ha presentato un’interrogazione al presidente della provincia Tommaso Coletti per chiedere che venga fatta chiarezza su un caso di sperpero di denaro pubblico per la Fara San Martino- Corpi Santi.

Una strada che l'amministrazione provinciale ha iniziato a costruire già da cinque anni, divisa in 3 lotti.
Lo stanziamento totale è stato di 8 milioni di euro. Ma ad oggi è stato realizzato solo il primo lotto. La strada sembrerebbe essere al centro delle polemiche già da molto tempo, messa sotto accusa da amministrazioni comunali di diverso colore politico.
Sarebbero stati tutti d'accordo, in passato, nel sollevare argomentazioni che ne mettevano seriamente in dubbio l'efficacia, e soprattutto la reale opportunità strategica per la vallata, oltre che l'assai negativo rapporto costo/beneficio.
A farlo sono stati soprattutto i Comuni di Fara San Martino e Palombaro prima, e successivamente quella di Civitella Messer Raimondo.
Nell'interrogazione il consigliere Tavani ha sottolineato il fatto che il primo lotto della strada sarebbe totalmente inutilizzabile perché «interessato da frane e smottamenti di ogni genere, su tratti di strada con pendenze del 12-13% e in totale stato di abbandono».
Tavani ha ricordato, nel testo dell'interrogazione, tutte le azioni dell'amministrazione comunale di Civitella: «sono stati appaltati e avviati anche i lavori del II lotto, malgrado le inascoltate richieste – poi divenute diffide - del sindaco di Civitella Messer Raimondo di verificare la pericolosità e il rischio di gravi smottamenti e frane su una zona nevralgicamente molto esposta a tali fenomeni». Per Tavani, e per molti altri politici, questa via di comunicazione risulta non solo inutile ma anche pericolosa per l'incolumità delle persone a tal punto che «sul II lotto in costruzione si stanno riversano decine e decine di mc di fango provenienti da scarpate alte anche 30 mt, e per le quali non sono state previste opere di contenimento».
Le uniche cose che non sembrano essere in ritardo a detta di Tavani, sono le consegne degli incarichi e il pagamento delle parcelle.
Su quest'opera pubblica costellata di dubbi sull'utilità e sulla pericolosità, il consigliere provinciale di An ha chiesto di fare chiarezza direttamente in aula.
Le domande a cui è chiamato a rispondere il presidente della Giunta sono ben dieci.
Tavani ha puntato il dito sulle cifre spese e da spendere per i vari lotti. Si vuole conoscere, si legge nel testo, se la Provincia ritiene ancora strategica quest'opera e se è a conoscenza della grave situazione di frane e smottamenti.
Inoltre, provocatoriamente si chiede se «l'amministrazione provinciale di Chieti ritiene equa la somma di circa 10 milioni di euro per realizzare un tratto di circa 6 km di strada».
E poi ancora si domanda: «se l'amministrazione provinciale è nel 2009 ancora ostinatamente convinta che spendere tra i 10 e i 15 milioni di euro per accorciare la percorrenza del solo traffico leggero di Lama e Palena di 1,8 km e 2 minuti sia eticamente sostenibile».
Tavani infine ha cercato anche una mediazione per far sì che le opere di questo genere vengano realmente concertate con le amministrazioni comunali interessate e che sia rivedibile il progetto della Fara San Martino-Corpi Santi. In conclusione, Tavani, ha richiamato la tragedia de l'Aquilano come monito per non sprecare denaro e cercare di non «esporre un intero versante a grave rischio di cedimenti e frane, con grave pericolo per gli uomini e le imprese del territorio».

m.r. 15/04/2009 10.55