Ore d’ansia per il Buccaneer. I due ortonesi a bordo chiamano a casa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROMA. Non è arrivata ancora nessuna richiesta di riscatto ma l'orientamento è a trattare.
Secondo quanto trapelato, è questa la posizione emersa ieri nei due incontri all'unità di crisi della Farnesina, ai quali ha partecipato Silvio Bartolotti, il general manager della ravennate Micoperi, la ditta proprietaria della nave appoggio Buccaneer, sequestrata sabato dai pirati somali con 16 membri di equipaggio a bordo a largo del Golfo di Aden, nel tratto di mare tra Yemen e Somalia.


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Sia il prefetto di Ravenna, Floriana De Sanctis, che il sindaco della città romagnola, Fabrizio Matteucci, sono in costante contatto con l'imprenditore ravennate per conoscere l' evoluzione della crisi.
Sulla nave ci sono anche due ortonesi: il capitano Mario Iarlori 51 anni e il secondo macchinista Tommaso Cavuto 61 anni, i due membri ortonesi dell'equipaggio del rimorchiatore “Buccaneer” sequestrato dai pirati sabato.
«Stiamo seguendo da vicino il caso», ha detto questa mattina la portavoce del sindaco Fratino, Rosanna Raimondi. «Per la delicatezza del caso non possiamo rilasciare dichiarazioni. Il sindaco, il vicesindaco e il presidente del consiglio comunale stanno seguendo il caso che riguarda i due cittadini di Ortona. La Micoperi ha un legale e un amministratore delegato che stanno seguendo da vicino il caso, noi come ente comunale nono possiamo rilasciare dichiarazioni».
E in queste ore la società di Ravenna ha chiesto il silenzio stampa per poter seguire con più calma l'evolversi della situazione.
Si starebbe tentando di aprire un canale di contatto per negoziare, ma sulla vicenda resta lo stretto riserbo del ministero degli Esteri per non compromettere l'incolumità degli ostaggi.
La pirateria è un «flagello internazionale che devasta la Somalia», ha spiegato il rappresentante speciale Onu per il paese africano, Ahmedou Ould-Abdallah sottolineando di essere «convinto che sforzi concreti, quali una forte presenza marittima internazionale al largo delle coste somale, possano marginalizzare e quindi sconfiggere le attività dei pirati».
Negli ultimi sequestri - come nel caso del Buccaneer - le imbarcazioni sono state portate non, come al solito, nelle acque al largo di Eyl, ma più a nord, tra Puntland e Somaliland (autoprocloamatosi indipendente nel marzo del '91), area contesa tra le due regioni. Un elemento che alcuni osservatori leggono come scelta strategica per esacerbare i contenziosi geografici tra Puntland e Somaliland, da sempre forti. E, ancora, si fa anche notare che l'attuale premier somalo, Omar Abidrashid Sharmare, è un migiurtino (cioé del Puntland), appartenente al principale dei clan regionali degli Osman Mahamud. Una variabile non secondaria - sottolineano gli osservatori - rispetto a possibili sviluppi incrociati tra pirateria e blitz militari.
«Il marittimo italiano Pasquale Mulone, tra i 16 sequestrati della nave Buccaneer, stamattina ha telefonato alla moglie e ha detto di stare bene».
Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, stamattina che é andato a trovare la signora Giacalone a Mazara del Vallo. Fini che si è brevemente fermato con i cronisti ha detto di avere «buone ragioni per essere ottimista»
15/04/2009 10.45


TELEFONATE AI FAMILIARI


«A turno, dalle 11.30 circa di questa mattina, con il telefono di bordo tutti i marinai sequestrati hanno chiamato a casa. Stanno tutti bene, nessun problema con il cibo e con l'acqua. Vengono trattati bene dai pirati e questo ci fa ben sperare». A riferirlo, dal quartier generale di Ravenna della Micoperi, è Silvio Bartolotti, general manager della ditta proprietaria del Buccaneer, la nave appoggio con 16 membri d'equipaggio sequestrata sabato mattina nelle acque della Somalia. «"Dopo gli incontri di ieri alla Farnesina per ora non ne ho in programma altri - ha proseguito Bartolotti - ma so che la diplomazia continua nel suo lavoro per superare la crisi».
«Tutto ciò - ha detto il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, in costante contatto con l'impreditore romagnolo - mi sembra davvero un buon segno».