Precari Provincia Pescara: «noi schiacciati tra la farsa e la tragedia»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «La stabilizzazione dei lavoratori precari a tempo determinato della Provincia di Pescara sta assumendo ormai i contorni di una farsa tragi-comica». A dirlo è Carmine Tontodimamma, primo firmatario di una lettera aperta che dice di scrivere a nome dei precari del settore Politiche del Lavoro.

PESCARA. «La stabilizzazione dei lavoratori precari a tempo determinato della Provincia di Pescara sta assumendo ormai i contorni di una farsa tragi-comica». A dirlo è Carmine Tontodimamma, primo firmatario di una lettera aperta che dice di scrivere a nome dei precari del settore Politiche del Lavoro. Proprio ai politici si è rivolto l'autore della lettera con il consiglio di «abbandonare il politichese e di trovare una soluzione semplice e concreta».
Tontodimamma ha presentato la situazione dei precari della Provincia di Pescara come «tragica per quanto attiene al vissuto e al futuro dei lavoratori, comica per gli aspetti decisionali, che a giorni alterni, assumono una diversità di caratteri, ora del “non si può fare”, ora del “vedremo ma senza assicurare nulla”, ora del “forse si può fare” e poi ancora del “non si può fare”».
La continua altalena tra promesse e passi indietro ha fatto scendere in campo, in prima persona, i precari che non vogliono sentirsi l'anello debole, ma sono consapevoli, anzi ormai disincantati davanti alle parole dei politici.
«Basta con questo pseudo buonismo da protezione di una specie debole e incapace di difendersi!» si legge nella lettera.
I precari scelgono di difendersi da soli e dalle parole che si leggono si nota la piena coscienza e conoscenza del problema proprie di chi lo vede da dentro.
Nella missiva, tra le righe, si intravede, talvolta chiaramente, la delusione dei precari di fronte alle promesse mai realizzate.
Ma loro sono convinti che la stabilizzazione sia un atto dovuto da parte della Provincia, perché «si sta parlando di un diritto sostanzialmente acquisito che non ha niente a che vedere con una benevola concessione politica».
Infatti a dicembre scorso l'assessore aveva comunicato «ferma intenzione dell'Ente» di procedere entro un breve lasso di tempo alla stabilizzazione dei lavoratori precari.
A distanza di una settimana, il Presidente della Provincia avrebbe confermato, in un secondo incontro con i lavoratori precari, l'intenzione di procedere alla stabilizzazione.
Invece questa «ferma convinzione» ad oggi non si sarebbe concretizzata.
Ed i precari sono tornati a chiedersi il perché di questa immobilità.
Stando a quanto scritto nella lettera non ci sarebbero problemi finanziari per il pagamento dei lavoratori del settore “Politiche del lavoro” in quanto i soldi proverrebbero da fondi regionali, nazionali od europei non gravando sul bilancio dell'ente provinciale.
Così Tontodimamma ha sospettato problemi riconducibili al bilancio dell'ente: «La stabilizzazione è inattuabile in quanto come si vocifera nei corridoi, ma lo si tiene ben occultato, il bilancio dell'Ente è in disequilibrio o addirittura sull'orlo del dissesto? Allora, se esiste, come si è creato tale dissesto o disequilibrio finanziario? Forse con la eccessiva spesa dello staff di presidenza e di giunta? A quanto ammonta annualmente tale spesa? Oppure per l'aumento del numero dei Dirigenti? Oppure per le consulenze specialistiche affidate?».
L'autore della missiva ha puntato il dito soprattutto sull'assunzione di 10 persone a tempo indeterminato effettuata qualche mese fa e anche qui è tornato ad incalzare con le domande: «quando si decideva tali spese e si impegnavano le relative risorse finanziarie non c'era mai il problema della mancanza di somme? In quelle occasioni c'erano sempre fondi a disposizione senza nessun problema!».
Inoltre lo scrivente si è chiesto:«se è vero questo disequilibrio o dissesto, a cosa è servito una Direzione Generale che presumibilmente ha il compito di vigilare sull'equilibrio generale e quindi anche finanziario dell'Ente ed evitare situazioni di problematicità? A tale proposito, in otto anni di Direzione Generale, quanto si è speso? 2 milioni di euro? Per quali risultati raggiunti?».
Carmine Tontodimamma che non ha risparmiato nessuno nella sua lettera aperta , ha concluso con un'esortazione pungente rivolta ai politici attuali: «Signori! Cercate di essere credibili! Non usate il linguaggio politichese e il solito fare della vecchia politica. “Pane al pane e Vino al vino, Signori!”».

m.r. 04/04/2009 11.59