Lavoro, vescovi Ceam: «crisi si aggrava in modo preoccupante»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. I vescovi della Conferenza episcopale abruzzese-molisana (Ceam), riuniti a Chieti, prendono atto che la crisi del lavoro si sta aggravando in modo preoccupante.
Particolare apprensione suscitano le situazioni della Micron di Avezzano (L'Aquila), della Sevel in Val di Sangro, della Itr di Pettoranello (Isernia), delle industrie della Valle Peligna, dell'ex polo elettronico dell'Aquila e di altre realtà che pongono addetti in cassa integrazione.
La Fiom Cgil alla Sevel ha chiesto in questi giorni la riduzione del periodo di 3 settimane di cassa integrazione e l'immediata convocazione di un assemblea retribuita per discutere con i lavoratori sulle iniziative da intraprendere.
La Ceam, da parte sua, in questo difficile momento ha ribadito quanto gli stia «a cuore il rispetto di tutti i posti di lavoro già acquisiti nel settore della ricerca energetica e petrolifera».
I vescovi richiamano le autorità competenti a vigilare «perché le scelte condivise in pubbliche dichiarazioni circa il Centro Oli di Ortona siano rispettate a livello legislativo e amministrativo». Sulla sanità, la Ceam sollecita alle autorità competenti «interventi risolutivi» nei confronti di situazioni di disagio di pazienti e operatori sanitari.
Quanto ai piccoli ospedali, prendendo atto della necessità di razionalizzare i servizi, invita gli amministratori a tener conto delle esigenze del territorio, «senza privilegiare solo una logica aziendale».

04/04/2009 10.52