Una frana immobile, una amministrazione «impotente»: il caso di Magliano

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA DENUNCIA. MAGLIANO DEI MARSI(AQ). Era il 13 dicembre quando due alti muri di vecchi stabili disabitati, nel centro storico di Magliano, crollarono uno addosso all’altro. Ad oggi le macerie sono ancora a terra con conseguenze per gli altri abitanti della strada.
«Totale negligenza del Comune» ha accusato Paolo Peverini, proprietario di una casa attigua, che ha deciso di scrivere ai giornali dopo l'ennesimo incontro andato a vuoto con il sindaco Gianfranco Iacoboni e con il responsabile dell'ufficio Tecnico, l'architetto Mariani, avvenuto il primo aprile scorso.
Dopo il crollo, il Comune ha chiuso per sicurezza la strada pubblica e poi ha emesso un'ordinanza di sgombero delle macerie per i proprietari delle case interessate dalla caduta.
Però gli interessati non si sono preoccupati di ottemperare all'obbligo del Comune. Successivamente i vigili del fuoco sono intervenuti per ben due volte.
«Nei verbali c'era la sollecitazione affinchè il Comune intervenisse “d'ufficio” come prevede la normativa» ha sostenuto Peverini.
Ma il Comune non avrebbe preso in mano la situazione.
Stando al racconto del cittadino, incredulo davanti all'immobilità dell'amministrazione, la situazione attuale sarebbe questa: «ci sono le macerie che ostruiscono il passaggio. Per esempio c'è chi non può riprendere il trattore, chi il motorino, chi non può accedere al proprio magazzino, chi non può rientrare a casa con la carrozzina. E chi come me non può iniziare i lavori di ristrutturazione della casa, pur avendo tutta la documentazione pronta».
Il problema della chiusura, ormai da mesi, di una strada pubblica toccherebbe almeno cinque famiglie.
La via rappresenterebbe l'unico accesso per le case e le strutture di altri proprietari.
Sarebbero due i nuclei famigliari che, da anni, non avrebbero effettuato manutenzioni alle vecchie case.
«Il tutto senza nemmeno che il Comune abbia mai sollecitato interventi – ha aggiunto Peverini- da cui quindi ne è scaturito il crollo».
La situazione di stallo, che l'amministrazione sembra non voler prendere di petto, ha di fatto impedito al cittadino di iniziare i lavori per la sua abitazione.
Inoltre Peverini si è lamentato del fatto che il Comune non abbia emesso nessuna notifica o un avviso per l'avvenuta chiusura della strada in questione.
Per ora i calcinacci, le travi, i mattoni resteranno ad ingombrare via Salita delle Grazie 31, fin quando qualcuno non deciderà di fare qualcosa.
«In Comune mi hanno consigliato di dare tutto in mano all'avvocato -ha detto esterrefatto il cittadino- e hanno detto che non è un problema risolvibile da un politico». «Viene spontaneo chiedersi il perché di tanta negligenza da parte del Comune, e di non ottemperanza a richieste precise circa la sicurezza dei cittadini e l'utilizzo dei propri beni e strutture» ha concluso Peverini.

Manuela Rosa 04/04/2009 10.33