Atessa. Discesa Casette: il Comune vince il ricorso al Tar

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ATESSA. Inammissibile ed in parte infondato: questo il giudizio del Tar Pescara che ha respinto il ricorso dell'opposizione di sinistra contro il Contratto di quartiere di Discesa Casette, approvato dall'amministrazione di centrodestra di Atessa.
Un lavoro di circa 12 milioni di euro, diviso tra edilizia residenziale pubblica e privata e caratterizzato da nuove funzioni extra-residenziali: ci sono 2.400 mq di spazi commerciali e di servizi, 7.000 mq di parcheggi interrati, una sala polifunzionale di 500 posti.
Ma anche 24 appartamenti più 18 alloggi per giovani coppie, negozi, una Biblioteca e la sede dell'Archivio storico comunale.
Un intervento che era stato oggetto di numerosi attacchi dell'opposizione.
Tra l'altro un manifesto gigante firmato Pd aveva spiegato gli errori che sarebbero stati commessi dal centrodestra, tanto da spingere l'ex sindaco Giuseppe Cellucci ad essere il primo firmatario del ricorso al Tar.
Nel manifesto si denunciava che il comportamento dell'amministrazione in carica avrebbe portato alla perdita dei finanziamenti nazionali per circa 2 milioni di euro, con grave danno per Atessa.
«Tutto il contrario della realtà – spiega soddisfatto Nicola Cicchitti, sindaco in carica – se avessero vinto loro si sarebbe persa un'occasione storica per il nostro sviluppo. Cioè questa sinistra, ancora succube della logica del tanto peggio tanto meglio, aveva interesse solo a battere la nuova amministrazione, disinteressandosi del mancato sviluppo e della perdita dei finanziamenti».
Sprizza soddisfazione da tutti i pori il sindaco Cicchitti, che vuole condividere il successo con l'assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Natale (il suo commento lapidario: «finché il Pd si affida ai dinosauri non può che perdere») e con tutta la Giunta:«Sono stati mesi duri, spesi per difenderci da critiche che il Tar ha definito infondate – spiega – E' una vittoria di tutta la Giunta che è stata compatta nella difesa di questa opportunità di lavoro e di cambiamento. Un'opposizione costruttiva avrebbe lavorato per il bene di Atessa senza farci perdere soldi e tempo».
Come si legge nel dispositivo della sentenza, infatti, le spese sono state compensate e così il Comune e tutti i cittadini, anche se hanno avuto ragione, saranno costretti a pagare gli avvocati chiamati per difendersi contro un ricorso vinto.
Su questo punto il Tar è molto severo: «le censure dei ricorrenti sono del tutto infondate» e trattandosi di dissenso politico-amministrativo su alcune delibere, peraltro inoppugnate, non è possibile che «ogni dissenso si trasformi in ricorso al Tar».
«Insomma – conclude il sindaco – questa sinistra pasticciona è stata bacchettata un'altra volta, dopo aver perso il ricorso al Tar anche sul regolamento per l'accesso ai documenti. A forza di gridare al lupo al lupo, nessuno crede più a questi personaggi».

LA CRONISTORIA

Il Contratto di quartiere “Discesa Casette”

La storia del contratto inizia nell'ottobre 2003, con il Bando di gara regionale per il “Contratto di quartiere II”, un meccanismo di finanziamento che mette insieme capitali privati e pubblici e consente di attivare circa 12 milioni di euro di lavori, partendo dai 2 milioni di finanziamento pubblico e da capitali privati e del Comune.

La storia del Contratto di quartiere

Il Comune di Atessa individua la zona e incarica il progettista per le opere su Discesa Casette. Il finanziamento è del 2005, ma intanto sull'area individuata la Regione pone un vincolo idrogeologico: “pericolosità molto elevata” e divieto assoluto di costruire.

Il contenzioso con la Regione

Inizia un contenzioso con la Regione, mentre nel 2006 vengono appaltate e consegnate le opere. Ma i lavori si fermano e la Ditta chiede la rescissione del contratto. Nel maggio 2007 viene eletta una nuova amministrazione di centrodestra, che per non perdere i 2 milioni pubblici rimodula il progetto e con l'autorizzazione del Ministero sposta l'intervento in un'altra zona dove si può costruire.

Ultimatum del Ministero: progetto entro il 20 luglio 2008

A gennaio 2008 la Regione respinge le osservazioni del Comune e riconferma il vincolo rosso idrogeologico, mentre il Ministero pone il 20 luglio 2008 come limite massimo per presentare il progetto completo. Il Comune pubblica un bando con scadenza 20 giugno. A sorpresa, un mese prima della scadenza del bando, la Regione, dopo un sopralluogo, comunica che il vincolo è sbagliato.

Respinto il ricorso al Tar dell'opposizione

Annullare tutto e ripartire con il progetto iniziale, perdendo il finanziamento di 2 milioni che scadeva a luglio, oppure andare avanti con il nuovo progetto rimodulato che era nei termini indicati dal Ministero? Il Comune decide di procedere con l'appalto per non perdere i finanziamenti. Il ricorso al Tar dell'opposizione è respinto.

Costo dell'intervento

Il costo complessivo è di 11 milioni e 634 mila euro, di cui 1.923.000 per l'edilizia residenziale, 4.221.000 per le urbanizzazioni primarie e secondarie e 5.339.000 per l'intervento privato. Questa è la copertura finanziaria: 2 milioni dal Ministero, 5.539.00 euro da parte del privato e 4.144.000 a carico del Comune. Questa cifra sarà pagata con 1.100.000 euro già accantonati, due milioni e mezzo li daremo al privato tra due anni al collaudo per riacquisire il parcheggio interrato, il portico del cinema e la sala polifunzionale. Adesso per iniziare servono solo 5-600 mila euro.

04/04/2009 9.10