Bussi, Montedison pronta a riparare i danni?

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BUSSI. Un passo avanti nella questione della discarica più grande d’Europa. La Montedison disposta a investire nella messa in sicurezza del sito.

Mentre si aspetta l'udienza preliminare per i 27 indagati dell'inchiesta della discarica di Bussi, fissata per il prossimo 9 luglio, la vicenda potrebbe fare alcuni passi in avanti.
La Montedison, infatti, si è dichiarata disposta a procedere alla messa in sicurezza di emergenza del sito inquinato di Bussi di loro proprietà, nelle more dello svolgimento del processo che dovrà stabilire le responsabilità civili e penali per i fatti contestati.
Bisognerà prima trovare una soluzione per “neutralizzare” le 240 mila tonnellate di rifiuti industriali e poi si potrà pensare alla bonifica del sito.
Soddisfatti di questa mossa le segreterie di Cgil e i segretari Mimì D'Aurora e Paolo Castellucci: «abbiamo condiviso lo sforzo del Commissario Goio nel cercare di ottenere dai responsabili dell'inquinamento l'onere della bonifica ed il risarcimento del danno ai cittadini e –aggiungiamo- quelli eventuali ai lavoratori».
Per la Cgil, però, adesso è necessario «non perdere altro tempo» e riconferma quanto denunciato qualche giorno fa.
«Il Programma straordinario nazionale per il recupero economico produttivo dei siti industriali inquinati», hanno detto Castellucci e D'Aurora, «al quale la delibera CIPE nel dicembre 2007 aveva destinato tre Miliardi di euro di fondi FAS, non ha più un centesimo disponibile. Quei fondi coprivano progetti da finanziare fino al 2013. A quali fondi si attingerà – e ne serviranno tanti- per il recupero economico produttivo del sito di Bussi? La Regione dovrebbe essere preoccupata come noi della scomparsa di quel fondo non preoccuparsi di giustificare il Governo».

03/04/2009 15.27