Dezio riassunto in Comune per occuparsi di Pescara 2009

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Dezio riassunto in Comune per occuparsi di Pescara 2009
IL DOCUMENTO. Guido Dezio assunto nuovamente in Comune, è scattata qualche flebile di polemica, e il centrodestra si è accorto che il vicesindaco Camillo D’Angelo è il clone di D’Alfonso. Ecco allora di cosa si occuperà il braccio destro del sindaco indagato per presunte tangenti. * IL RITORNO DI DEZIO IN COMUNE * TUTTI GLI UOMINI DI D'ALFONSO: "UNA SQUADRA D'AZIONE"
La prima cosa che colpisce dal documento che da ieri ha riportato in servizio Dezio è la firma del direttore generale del comune, componente anche lui della «squadra d'assalto» ipotizzata dalla procura, Antonio Dandolo, che, com'era stato riportato da alcuni organi di informazione, aveva espresso il desiderio di essere trasferito e di tornare alle mansioni precedenti svolte in prefettura.
Evidentemente la procedura è molto lunga e nel frattempo continua ad occuparsi delle questioni del Comune, così come molti altri indagati nell'inchiesta Housework, chiusa due settimane fa dal pm Gennaro Varone.
Quello di Dandolo è un «visto per la regolarità procedurale» e la sua firma appare di fianco a quella del vicesindaco D'Angelo.
L'altra particolarità emerge dal documento pubblico che, come già anticipato, non “reintegra” tecnicamente Dezio (che significa ritornare a svolgere le mansioni precedenti, nel ruolo precedentemente assegnato), ma assunto nuovamente con incarichi diversi e non più a tempo indeterminato (aveva vinto un concorso che la procura giudica viziato) ma a tempo determinato fino al 31 luglio 2009.
Una operazione anche dal punto di vista amministrativo quantomeno originale poiché nel documento si dispone di conferire l'incarico di dirigente di «consulenza, di studio e di ricerca sulla gestione tecnico logistica per i Giochi del Mediterraneo», da una parte, dunque, riconfermando il ruolo di dirigente, a metà con una consulenza esterna.
E che si sia voluto in qualche modo trovare una sistemazione, anche se temporanea, al braccio destro del sindaco sembra emergere chiaramente, anche perché nel documento non si fa alcuna menzione (e come si sarebbe potuto?) proprio al concorso contestato che ha fatto diventare di diritto Dezio un dipendente comunale a tempo indeterminato.
Il presupposto di tale nuovo incarico viene individuato dai due firmatari del documento da una delibera di giunta del 24 marzo scorso con la quale si «intende assegnare un incarico di consulenza di studio e di ricerca sulla gestione tecnico logistica» connessa alla organizzazione dei giochi. Siccome si rende necessario procedere all'individuazione del dirigente «in considerazione dell'imminente decorrenza dell'importante evento» salta fuori il nome noto, indagato numero 2 dopo il sindaco Luciano D'Alfonso, accusato tra gli altri di aver chiesto e preso presunte tangenti e di aver costituito una vera e propria squadra d'assalto e dunque un'associazione per delinquere «per depredare sistematicamente le casse comunali», come sostiene il pm Varone.
L'incarico attribuito a Dezio prevede un'indennità di posizione minima determinata nella misura del contratto nazionale di lavoro.
Così il nuovo consulente farà la spola tra Palazzo di città e la sede dell'ex Aurum, avendo pieno titolo di coordinare l'attività tra Comune e comitato organizzatore dei giochi.
Una polemica che appare già “vecchia” anche se si preferisce non vedere le forzature imposte sui presupposti: il gip Luca De Ninis ha scarcerato anche Dezio perché erano venuti a mancare i presupposti delle misure cautelari proprio perché non lavorava più al Comune.
E l'amministrazione D'Alfonso per giustificare la nuova assunzione dice: poiché il gip lo ha scarcerato «noi siamo obbligati a reintegrarlo». In realtà come detto si tratta di una nuova assunzione. Un sillogismo quantomeno traballante.
E che le cose non siano cambiate granchè da quando ufficialmente non c'è più il sindaco Luciano D'Alfonso è una idea che inizia a balenare anche nella mente del senatore Pdl, Andrea Pastore, che parla di «arroganza palesata dal “sindaco” D'Angelo».
«D'Angelo denota mancanza di garbo istituzionale ed assenza di una qualsiasi forma di rispetto per i cittadini di Pescara», dice Pastore, «Dezio ha fatto parte di quella “squadra d'azione”, (rectius “associazione a delinquere”), che ha malgovernato il Comune di Pescara. Appare, perciò, più che ragionevole che il ritrovarlo a frequentare di nuovo il Palazzo di Città in un ruolo, peraltro, illegittimamente acquisito, possa turbare e disturbare le persone perbene».
Anche l'associazione Codici si è detta contrariata per la nuova iniziativa dell'amministrazione comunale.
03/04/2009 8.12

ACERBO (RC): «INOPPORTUNO INCARICO A DEZIO»

«Non possiamo nascondere la nostra perplessità nei confronti di una scelta assai discutibile come il
conferimento di nuovo incarico a Guido Dezio presso il Comune di Pescara», ha commentato Maurizio Acerbo (Rc).
«Non ci sembra opportuno che riprenda servizio presso il Comune un "dirigente" indagato che
si è avvalso della facoltà di non rispondere su di una lista di imprenditori e relative somme di
denaro. Il tutto appare offensivo nei confronti della cittadinanza e della stessa magistratura.
Conosciamo le grandi capacità lavorative di Guido Dezio, ma al momento è accusato di gravi reati
contro la pubblica amministrazione e, quindi, è bene che stia lontano dal Comune fino a che non sarà stata chiarita la vicenda in sede giudiziaria. Da un'amministrazione», chiude Acerbo, «che dovrebbe essere di centrosinistra ci si sarebbe aspettati ben altro stile».
04/04/2009 10.07