Edilizia bloccata: «1.000 posti di lavoro persi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Il settore dell’edilizia unito per sbloccare i lunghissimi tempi della burocrazia, ancor più rallentati da servizi giudicati non idonei.





Ance, Api, Cna, Codici, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Federconsumatori,
Feneal Uil, Filca-Cisl, Fillea Cgil e l'ordine degli Ingegneri e degli Architetti della Provincia di Pescara ribadiscono ancora la necessità e l'urgenza che si proceda, «senza ulteriori indugi», ad un veloce esame delle numerose richieste dei titoli abilitativi edilizi da tempo giacenti presso gli uffici dei maggiori Comuni della provincia di Pescara.
Le stesse organizzazioni evidenziano che avrebbero comunque gradito l'apertura di un tavolo di confronto per chiarire e definire l'entità del fenomeno denunciato («peraltro confermata dai dati ufficiali comunicati dal consigliere Del Vecchio»), per individuare le cause e le correzioni da fare.

Le associazioni firmatarie non ritengono adeguato alle circostanze nemmeno il rimedio disposto circa l'assunzione di tre nuovi tecnici per rinforzare l'organico dell'Ufficio competente «poiché la soluzione da perseguire è invece quella del miglioramento della qualità del servizio e del metodo organizzativo, visto che la causa dell'inerzia si ritiene essere sia la farraginosità e la macchinosità delle procedure interne agli uffici che la contraddittorietà del Regolamento edilizio comunale e delle Norme tecniche di attuazione che danno adito alle più svariate interpretazioni personali».
Uno studio condotto a livello nazionale ha stimato che l'investimento di 100 milioni di euro in edilizia determina altri 80 milioni di euro di volume d'affari per l'indotto e produce circa 1500 posti lavoro direttamente nel settore edile e circa 850 nei settori collegati, per complessivi 2.350 posti di lavoro.
Si stima che gli investimenti in attesa di esame urbanistico presso il Comune di Pescara abbiano un valore complessivo nettamente superiore ai 100 milioni di euro considerati nello studio citato.
Nello stesso tempo si sottolinea come la perdita di posti di lavoro del settore, che nella sola provincia di Pescara si appresta a raggiungere la quota di 1000 unità, rappresenti con molta evidenza il costo sociale pagato dalla collettività anche per le lungaggini burocratiche denunciate.
«Si ritiene», dicono i firmatari, «che l'Ufficio preposto all'esame delle istanze urbanistico-edilizie debba farsi carico della pesante responsabilità legata alla soluzione del problema, che si ripercuote sulle tante famiglie di lavoratori del settore (e che potrebbe avere indirettamente anche risvolti di ordine pubblico)».
01/04/2009 12.19