Tagliacozzo, ripetute le misure cautelari per Zangari e i fratelli Ricci

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TAGLIACOZZO. Nuove misure di custodia cautelare per Nino Zangari, Augusto Ricci e il fratello Achille agli arresti domiciliari dallo scorso 16 marzo.


Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip della Procura dell'Aquila, Giansaverio Cappa, aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale che spetta al Tribunale di Avezzano.
A questo punto le prove già acquisite restano efficaci mentre le misure cautelari conservano una efficacia provvisoria limitata e venti giorni dalla dichiarazione di incompetenza.
Per questo dopo il trasferimento alla Procura di Avezzano è stata necessaria la ripetizione delle ordinanze ai tre indagati nell'ambito della nota indagine sulle infiltrazioni mafiose in Abruzzo.
Questa mattina i militari del Gruppo investigativo sulla criminalità organizzata (Gico) delle Fiamme Gialle dell'Aquila hanno eseguito anche il sequestro preventivo delle quote societarie, del complesso turistico con annessi ristorante, piscina e campi da tennis e da calcetto nonchè dei terreni per un valore di oltre 2.500.000 di euro.
Le risultanze delle complesse ed articolate indagini, precedentemente svolte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica dell'Aquila - direzione distrettuale antimafia - sono state così confermate dalle nuove misure emesse dalla Procura della Repubblica di Avezzano.
L'inchiesta ruota attorno al tesoro occulto di Vito Ciancimino il cui denaro sarebbe stato riciclato anche a Tagliacozzo per realizzare il complesso turistico "La Contea" del valore di 2 milioni e mezzo. Il reato contestato a tutti e tre e' riciclaggio con l'impiego di denaro di provenienza illecita previsto dall'articolo 648 ter del codice penale con sanzioni da 4 a 12 anni di reclusione.
Secondo gli inquirenti Zangari sarebbe stato l'intermediario di Gianni Lapis, avvocato tributarista di Palermo, presunto prestanome di Vito Ciancimino il cui figlio Massimo avrebbe l'effettiva disponibilità dei beni, denaro e titoli azionari.
La Finanza valuta il tesoro di Vito Ciancimino in 600 milioni di euro, 200 dei quali recuperati. Nell'inchiesta, le cui indagini proseguono, sono indagate altre persone.
Durante l'interrogatorio di garanzia i tre indagati si sono detti estranei a tutte le accuse e hanno riferito di non essere a conoscenza dei legami tra Lapis e il boss Ciancimino.
Dopo gli arresti il Comune di Tagliacozzo ha deciso di costituirsi parte civile in un futuro processo. «Questo non è il paese della mafia», aveva detto il primo cittadino.

a.l. 01/04/2009 10.54

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