Dezio, indagato, torna oggi al lavoro in Comune… come gli altri

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Dezio, indagato, torna oggi al lavoro in Comune… come gli altri
PESCARA. Il provvedimento sembra ufficiale: Guido Dezio tornerà a lavorare in Comune. Potrebbe prendere servizio nei prossimi giorni. Manca da quando fu arrestato insieme al sindaco D’Alfonso e all’imprenditore De Cesaris, lo scorso 15 dicembre. IL DIRIGENTE SILVERI:«NON POTEVAMO FARE ALTRIMENTI»
Per lui, che è sempre stato identificato come il braccio destro del primo cittadino ed oggi ufficialmente impedito nelle sue funzioni, è stato il secondo arresto in poco più di sei mesi.
Il primo arrivò il 13 maggio del 2008 dopo circa 5 mesi dall'inizio dell'indagine che si sarebbe poi chiamata Housework e che aveva già delineato i contorni essenziali delle ipotesi accusatorie diventate dirompenti (ipotesi contenute in circa 80 pagine).
Ma Dezio era già stato al centro delle polemiche e di un'altra inchiesta giudiziaria proprio per la sua assunzione in qualità di dirigente al Comune di Pescara.
L'indagine, dopo alcuni anni e problemi legati alla notifica degli atti, si è chiusa e presto potrebbero arrivare i rinvii a giudizio per Dezio (falso ideologico), tre esperti di diritto amministrativo Vincenzo Montillo, Paola Di Marco e Carlo Montanino, componenti della commissione d'esame (abuso d'ufficio) ed il sindaco D'Alfonso (abuso patrimoniale).
Il concorso sarebbe stato manipolato con diversi artifizi e producendo documentazione e dichiarazioni false, in questo modo l'uomo di fiducia del sindaco si è ritrovato dipendente comunale a tempo indeterminato con la qualifica di dirigente.
Una serie di problemi che hanno intralciato la figura dell'uomo ombra del sindaco D'Alfonso e che lo ha affiancato in ogni momento della sua ascesa politica.
Ed oggi il sindaco facente funzioni D'Angelo decide di reintegrare Dezio.
La legge prevede per i dipendenti degli enti pubblici la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio nel caso di misure restrittive in seguito ad inchieste giudiziarie.
Così è successo che quando Dezio ha dovuto scontare gli arresti è stato sospeso ed il suo stipendio interrotto.
Con la fine delle misure cautelari però la legge prevede il possibile reintegro nelle funzioni precedenti. In questo caso, tuttavia, la situazione è particolarmente complicata.
Intanto Dezio, insieme ad altre 10 persone all'epoca dei fatti tutte al lavoro all'interno di Palazzo di città, è accusato di associazione a delinquere, un reato molto grave, e di aver commesso un gran numero di reati nell'ambito della pubblica amministrazione.
C'è da dire che quasi tutti i componenti della «squadra del sindaco» sono tutti al loro posto: in Comune.
Solo Dezio è stato allontanato. Di fatto i membri di quella associazione presunta si ritroveranno nuovamente. Ci sarebbe da chiedersi come mai invece di lasciarli tutti al loro posto non siano stati tutti sollevati…
In secondo luogo Dezio è accusato insieme a D'Alfonso di aver pilotato proprio il suo concorso di assunzione per cui il suo ruolo di dirigente sarebbe di fatto irregolare: come potrebbe essere reintegrato?
A questo secondo problema però la giunta D'Alfonso e il vicesindaco Camillo D'Angelo avrebbero ovviato con una nuova assunzione e con un nuovo incarico.
«Ora è riassunto con altre qualifiche e con incomprensibili motivazioni», contesta Renato Ranieri coordinatore Pdl di Pescara, «l'Amministrazione Comunale deve spiegare i motivi che hanno portato alla sua riassunzione e perché Dezio è così importante per Pescara, dato che non ne si può fare a meno della sua presenza».
Un atto allora probabilmente legittimo ma forse non opportuno viste le ombre mosse dalla procura in questi mesi e documentate in oltre 50 faldoni. Ipotesi di reato che avrebbero consigliato ad una amministrazione accorta e svincolata dalle logiche del passato scelte diverse.
Ma è periodo elettorale, inchieste o non inchieste bisogna pensare alle poltrone e così si moltiplicano gli incontri, gli abboccamenti, i consigli e nella bagarre tutto si dimentica in fretta.
Anche il sindaco si vede sempre più spesso in giro attorniato dai vecchi amici, impegnato nella sua prima campagna elettorale da “regista”. In fondo come ha confermato lui stesso è guarito ed è uomo libero.

31/03/2009 19.42

IL DIRIGENTE SILVERI:«NON POTEVAMO FARE ALTRIMENTI»

«La legge parla chiaro, con la privatizzazione del rapporto di lavoro siamo costretti ad applicare la disciplina contrattuale ed è quello che abbiamo fatto meccanicamente», spiega il dirigente al Personale, Gaetano Silverii, «la sospensione è obbligatoria nel caso di misure cautelari irrogate dal gip ma al termine di queste siamo obbligati a reintegrare il lavoratore… anzi avremmo dovuto già farlo alla sua scarcerazione ma non abbiamo mai avuto notizia ufficiale»
Il dirigente sostiene, dunque, che solo con la richiesta ufficiale di Dezio il Comune ha potuto avere la «notizia ufficiale» della sua scarcerazione e del maturare delle condizioni per la sua reintegra.
«E' quanto prevede la legge e noi non possiamo fare altrimenti né proporre misure che il gip non ha ritenuto di applicare», aggiunge Silveri, «per esempio a dicembre il giudice ha disposto la sospensione di Fabrizio Paolini con un apposito provvedimento, non è successo nel caso di Dezio e di certo non possiamo farlo noi. Se il gip ritiene che la presenza di qualcuno degli indagati sia incompatibile con l'attività amministrativa è solo questi che può disporre la sospensione del dipendente e noi applicheremmo la misura i-stan-ta-nea-men-te».
Le cose cambiano secondo il dirigente nel momento in cui vi sarebbe il rinvio a giudizio: in questo caso si può disporre la sospensione del dipendente pubblico.
Attualmente tuttavia vi sono solo richieste di rinvio a giudizio per Dezio e gli altri ma nessun provvedimento del gup.
Dezio prenderà servizio da oggi in Comune ma non ritornerà al suo posto originario.
Nel provvedimento che l'amministrazione si appresta a varare c'è la volontà di non dargli un «compito burocratico» ma «di studio e consulenza che non interferisca con l'andamento dei servizi».
Dunque un incarico diverso anche perché -sostengono dal Comune- tutti i posti erano già stati occupati nel frattempo e non si sarebbe potuto procedere ad una nuova rotazione di personale.
01/04/2009 9.30

D'ANGELO:«NON ACCETTIAMO LEZIONI DAL PDL PERCHE' BERLUSCONI…»


PESCARA. «Ci preme innanzitutto rimandare al mittente ogni tipo di lezione morale da parte di chi si dimostra garantista solo con gli amici. Infatti, applicando all'umanità intera le eccezioni del signor Ranieri, il suo Presidente, l'attuale capo del Governo, oggi sarebbe dovuto emigrare non in un altro Paese, ma in un'altra dimensione per poter fare politica o amministrare la cosa pubblica. Ci sembra che così non sia».
E' la risposta del sindaco facente funzioni Camillo D'Angelo che replica alla nota del coordinatore del Pdl di Pescara, Ranieri che ieri aveva contestato il provvedimento.
«Sono inaccettabili condanne verso chiunque, prima che la magistratura si pronunci», ha aggiunto D'Angelo, «Circa la reintegra, specifichiamo che si è trattato di passaggi tecnici a cui l'Amministrazione non si sarebbe potuta sottrarre in base alla normativa vigente e al contratto di settore, si documenti Ranieri, prima di concepire inutili anatemi. In merito poi al “trattamento speciale” a cui fa riferimento il coordinatore nella sua nota, va solo detto che la decisione è stata assunta dopo aver preso ogni tipo di informazione e favorito ogni tipo di istruttoria di carattere legale, amministrativo e contrattuale, anche presso organi esterni e terzi all'Amministrazione, proprio al fine di evitare strumentalizzazioni di basso tono e valore».

01/04/2009 13.45