Asl ed esternalizzazioni. Frittelli: «sperpero di denaro, la Procura indaghi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Mario Frittelli, segretario dei sindacati di base per l’Abruzzo, ha scritto nuovamente alla Procura denunciando un episodio di «sperpero di denaro pubblico a favore di privati» da parte della Asl di Pescara.



Le esternalizzazioni, previste in origine per rendere efficienti e concorrenziali i costi ed i servizi, si stanno dimostrando il cancro della sanità abruzzese.
La vicenda portata alla luce dal segretario Fittelli è una nota integrativa ad un esposto presentato al procuratore della Repubblica, Gennaro Varone, già ad ottobre scorso.
Quel documento era stato firmato anche dalla associazione a difesa dei cittadini (Codici).
Si tratta anche in questo caso un'esternalizzazione ad essere sul banco degli imputati. Sarebbe un affidamento di un “servizio di assistenza e gestione di un centro diurno e di una casa famiglia”, a destare molta preoccupazione nel segretario, tanto da spingerlo a sottoporre la questione all'autorità giudiziaria.
L'aggiudicazione dell'appalto ci fu nel 2007, con delibera dell'Asl di Pescara, a favore di una associazione temporanea di imprese (ATI) costituita dalla cooperativa sociale “L'Airone” di Pescara, dalla cooperativa sociale “Filadelfia” di Teramo e dalla cooperativa sociale “Solidarietà e Vita”.
L'importo complessivo, per un periodo di cinque anni, era di un milione e 383 mila euro. Sette mesi dopo, la cooperativa “L'Airone”, capogruppo dell'Ati, richiese un'estensione dell'appalto per un importo di 200 mila euro per l'intero quinquennio. La cifra avrebbe permesso di integrare l'organico per consentire l'ampliamento dell'attività di riabilitazione e psicoterapia per 4 posti in più al fine di consentire l'integrazioni di pazienti con doppia diagnosi, ovvero pazienti che mostrano di avere oltre a patologie mentale anche forti dipendenze (come il gioco patologico).
Nel 2009 l'estensione viene concessa e la Als affida all'Ati il servizio integrativo richiesto alle condizioni prospettate dalla cooperativa L'Airone.
Questo accadde perché la Asl ritenne il servizio, seppur fuori dal contratto iniziale, «complementare» e «non separabile sotto il profilo tecnico ed economico dal contratto in essere». Da qui nascerebbe la contestazione di Frittelli che ha chiesto alla Procura di valutare «se sussistano gli asseriti requisiti della complementarità e non separabilità del servizio necessari affinché possa essere concessa l'autorizzazione all'ampliamento dell'appalto».
Ma se il servizio aggiuntivo era davvero essenziale e non separabile dall'altro, perché non era stato già previsto nel primo appalto?
In questo caso, Frittelli ha parlato di un presunto spreco di denaro pubblico perchè: «il servizio integrativo è stato sempre espletato da psicologi dipendenti dell'Asl di Pescara- si legge nella nota del segretario inviata alla Procura- e non è stato inserito nell'appalto aggiudicato, il che lascia intendere che esso sia del tutto separabile».
Frittelli ha rincarato la dose dichiarando nell'esposto: «sorgono, peraltro, non poche perplessità circa l'operato della Asl, la quale ha di fatto affidato ad uno psicologo esterno, scelto dalla cooperativa richiedente, un servizio finora sempre svolto dai dipendenti della struttura pubblica, con ulteriore aggravio di spesa a carico dei contribuenti».

m.r. 31/03/2009 11.55