Inchiesta penale sulle elezioni comunali di Pescara: archiviazione vicina

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Potrebbe essere molto vicina la chiusura definitiva del fascicolo aperto presso la procura della Repubblica di Pescara su presunte irregolarità circa lo spoglio ed il riconteggio delle schede alle ultime elezioni comunali di Pescara.

L'inchiesta, coordinata dal Pm Anna Rita Mantini, era stata aperta in seguito alla presentazione di un esposto firmato dalla candidata del Pdl Adele Caroli.
Caroli, convinta fin da subito della presenza di presunte irregolarità nello spoglio e visto il distacco di circa 225 voti rispetto all'ultimo degli eletti della sua lista ha proposto un ricorso al Tar il quale ha poi autorizzato il riconteggio delle schede di 120 sezioni su 170.
Il nuovo spoglio è avvenuto alla presenza dei delegati della prefettura di Pescara che ad ottobre scorso hanno redatto un verbale nel quale si riportano le dichiarazioni dell'avvocato di Adele Caroli nelle quali si parla di schede di colori diversi dalle originali.
Un fatto questo che potrebbe essere, secondo la firmataria dell'esposto, l'indizio di qualcosa che meritava di essere approfondito e verificato.
Un dubbio che la candidata del centrodestra ha voluto girare alla procura della Repubblica con il suo esposto chiedendo di fare chiarezza su una tornata elettorale molto discussa che ha visto vincere al primo turno il sindaco Luciano D'Alfonso per circa 290 voti di scarto.
Le indagini sono state condotte dalla Digos della questura di Pescara che ha ascoltato alcuni testimoni e ricostruito i fatti ma sembrerebbe che non sarebbero emerse irregolarità rispetto a quanto denunciato nell'esposto.
Qualche settimana fa la Caroli aveva dichiarato a PrimaDaNoi.it di essere preoccupata per i tempi lunghi delle indagini poiché riteneva fosse molto importante avere delle risposte e, dunque, certezze sulle modalità dello spoglio anche in considerazione del fatto che a giugno si ritornerà a votare per i noti fatti legati alle inchieste giudiziarie e all'arresto del sindaco.
Caroli, parlando anche di alcune incomprensioni e presunti ostacoli da parte della prefettura che le avrebbero impedito di verificare di persona il nuovo spoglio, aveva auspicato il sequestro delle schede elettorali affinché la procura potesse verificare e accertare che magari si potesse trattare di semplici problemi tipografici e che nulla di sospetto ci fosse dietro quei colori alterati delle schede elettorali.
«E' l'unico modo per accertare che cosa è realmente successo», ha detto Adele Caroli riferendosi alla necessità ed urgenza di procedere con il sequestro che sembrerebbe non essere mai stato disposto dalla procura.
Una volta chiusa l'indagine, nel caso si dovesse arrivare alla archiviazione, la firmataria dell'esposto potrebbe proporre opposizione alla proposta del pubblico ministero -qualora lo ritenesse opportuno- lasciando così la decisione al giudice che potrebbe autorizzare il sequestro e la verifica delle schede.
Oltre questa inchiesta penale, sulle scorse elezioni vi sono stati alcuni ricorsi al Tar; il tribunale amministrativo si è pronunciato sulla legittimità della proclamazione degli eletti.
Ricorsi tutti rigettati che hanno confermato la esattezza dei voti conseguiti dagli eletti anche se non sono stati negati problemi procedurali legati al trasporto e al sigillo delle schede, alla non corrispondenza numerica – in alcuni casi- fra il numero degli elettori con le schede scrutinate e fra il numero degli iscritti dei votanti con i voti validi, le schede nulle e quelle bianche.
31/03/2009 9.04