Carlo Taormina: «ora faremo le pulci a Susanne Klatten in tv»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2053

PESCARA. Suonano come una carica le righe fatte distribuire ai giornali dell’avvocato Carlo Taormina, difensore dell’imprenditore Ernano Barretta, accusato di essere la mente della presunta truffa milionaria ai danni della top manager e proprietaria della Bmw, Susanne Klatten.





PESCARA. Suonano come una carica le righe fatte distribuire ai giornali dell'avvocato Carlo Taormina, difensore dell'imprenditore Ernano Barretta, accusato di essere la mente della presunta truffa milionaria ai danni della top manager e proprietaria della Bmw, Susanne Klatten.

Taormina - anche piuttosto chiaramente - dice di non aver gradito affatto la costituzione di parte civile della Klatten che dunque dal processo mira ad avere il risarcimento del danno e dunque la restituzione del maltolto (circa 7 milioni di euro).
La donna, restia a mettere la sua vita privata in piazza, è però scesa in campo pronta a dare battaglia ed è proprio questo che Taormina sembra non aver gradito scatenando quello che la ricca manager tedesca ha sempre cercato di evitare: il clamore mediatico.
Infatti è su questo campo che Taormina cercherà di scatenare la sua controffensiva… aumentando il suo “potere contrattuale”.
«La Germania aveva ed ha tutto l'interesse a tutelare l'immagine di Ursula Klatten perché si tratta di uno dei più importanti e grandi manager del mondo che fa girare a tutti i livelli lo stesso buon nome del Paese. Per questa ragione è stato messo il silenziatore al processo ed a Sgarbi», sostiene Taormina, «nonostante non abbia detto dove ha messo i soldi e non abbia accusato eventuali suoi complici, è stata inflitta una pena moderata, sul presupposto, che io ritengo infondato, che egli fosse responsabile anche della ipotizzata truffa che gli sarebbe fruttata 7 milioni di Euro. Qui in Italia l'interesse a tutelare l'immagine della Klatten non esiste e perciò sarà fatto un processo in cui la personalità, i comportamenti e le posizioni giudiziarie assunte dalla donna, nell'ambito delle esigenze di accertare la verità e di difesa di Ernano Barretta, saranno vivisezionate e spietatamente messe sotto la lente di ingrandimento».
«Mi ha molto meravigliato che la Klatten», aggiunge Taormina, «abbia avuto l'ardire di costituirsi parte civile contro Ernano Barretta che lei stessa ha dichiarato di non aver mai conosciuto e di non aver mai saputo che esistesse e potesse aver avuto un ruolo nella ridicola vicenda. Tale atteggiamento della Klatten ha obbligato la difesa di Ernano Barretta a scandagliare nella vita privata della Klatten e nel processo dovrà essere accertato se la donna abbia avuto nella sua storia personale altri amanti oltre a Sgarbi e se nei confronti di tali eventuali amanti sia caduta nello stesso infortunio di farsi truffare e quindi di dare soldi all'amico».
L'istrionico avvocato sembra prospettare una tesi e qualche indizio: e se vi fossero stati altri episodi simili? Questi fatti potrebbero «minare la credibilità» della grande accusatrice.
Secondo il legale «la Klatten non è una vittima e la giustizia italiana non cadrà nella trappola ad essa tesa dalla giustizia tedesca per servire l'esigenza di non sputtanare un top manager mondiale come la Klatten per evitare che ad essere sputtanata potesse essere la Germania. La Klatten, invece che vittima, è una donna che ha avuto il piacere, la voglia, il desiderio forte e spasmodico di andare a letto con Sgarbi per soddisfare le sue esigenze sessuali che tali rimarrebbero anche se si fosse innamorata di Sgarbi».
Così il difensore di Barretta non crede affatto che una persona tanto importante capace di reggere responsabilità immense abbia creduto «alle puerili storielle raccontate da Sgarbi».
Ecco allora l'affondo che suona come un avvertimento: «il processo mirerà ad accertare quali siano state, nello specifico e nei particolare, le prestazioni sessuali offerte da Sgarbi o pretese dalla Klatten perché la giustizia italiana non ha niente da coprire e vuole solo accertare la verità. Probabilmente», aggiunge Taormina, «l'accertamento davanti alla giustizia italiana si sarebbe potuto limitare a stabilire il ruolo di Barretta assolutamente inesistente per quanto già espressamente riconosciuto dalla Klatten, ma la costituzione di parte civile di quest'ultima obbliga ad entrare nei particolari, anche per stabilire se la Klatten abbia consumato una calunnia accusando qualcuno di truffa, scambiando elargizioni di denaro per prestazioni sessuali con profitti illeciti».
Ed ancora: «la costituzione di parte civile obbliga ad un attacco a tutto campo per chiarire la posizione della Klatten e non avverrà mai solo sul piano giudiziario ma anche su quello mediatico, per rispondere alla campagna pure mediatica orchestrata dalla Klatten in Germania ed in Italia. Si stabilirà con certezza, in particolare, se la qualità e quantità delle prestazioni sessuali di cui ha fruito la Klatten fosse proporzionata alla somma versata a Sgarbi».
La verità processuale è ancora lontana ma la vera e propria offensiva di Carlo Taormina è già cominciata. E sarà ancora una volta fuori dal processo. Prossima tappa, probabilmente, Porta a Porta.

30/03/2009 19.34

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=ernano+barretta&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SULL'INCHIESTA GIUDIZIARIA[/url]