Nuova scossa all'Aquila alle 19.12. Domani scuole chiuse per verifica edifici

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Una forte scossa di terremoto, pari al quarto grado della scala Richter e' stata registrata nell'aquilano alle 15,38 dall'Istituto nazionale di geofisica e Vulcanologia.
L'AQUILA. Una forte scossa di terremoto, pari al quarto grado della scala Richter e' stata registrata nell'aquilano alle 15,38 dall'Istituto nazionale di geofisica e Vulcanologia.

Le zone prossime all'epicentro sono L'Aquila, Pizzoli e Collimento. Qualche istante dopo un'altra scossa, di magnitudo inferiore, ha interessato le stesse zone e poco dopo le 16.10 altri due sciami sismici sono stati avvertiti dalla popolazione.
La Protezione civile nazionale non ha per ora riscontrato danni a persone o cose.
C'è però stata tanta paura. Molte le persone in strada spaventate. Decine di telefonate anche ai centralini dei vigili del fuoco. La scossa è stata avvertita anche nel Pescarese, nel Teramano e nell'Ascolano.
Ieri una scossa di 3.8 gradi Richter era stata registrata con epicentro a Sulmona.

QUASI 30 SCOSSE NEGLI ULTIMI 3 MESI

Undici le scosse che si sono registrate solo nel mese di marzo in provincia dell'Aquila e che ormai non danno tregua ai residenti.
La scossa di quest'oggi ha fatto registrare una profondità di 10 km. L'epicentro è stato individuato tra L'Aquila, Pizzoli e Collimento.
Nessuna comunicazione di persone ferite. I vigili del fuoco hanno ricevuto finora dalle 20 alle 30 richieste d'intervento, il sito dell'Istituto Nazione di Geofisica e Vulcanologia è andato in tilt per i troppi accessi.
Il comando provinciale sta svolgendo delle verifiche per accertare tutti i danni e dare numeri più precisi.
Per ora sono già intervenuti per alcune crepe sui muri delle case, calcinacci e cornicioni caduti.
La zona colpita dalla scossa è il centro storico del capoluogo. Danni anche per le strutture pubbliche: ospedali, scuole e la vecchia sede del Italtel.
11 le scosse registrate a febbraio, 7 a gennaio che si sono alternate negli ultimi 15 giorni del mese.
Le due scosse di terremoto hanno provocato panico tra la popolazione dell'Aquila.
Scuole e uffici sono stati evacuati per precauzione.
Il traffico cittadino è in tilt. Comune, Prefettura e Protezione Civile stanno valutando se aprire centri operativi, per il coordinamento dei soccorsi e degli interventi. Nessuno si è rivolto finora al pronto soccorso per ferite o malori.
Dalla Sala operativa unificata permanente, rendono noto che «non ci sono i presupposti per prevedere da parte delle strutture preposte altre scosse sismiche di alcuna intensità. Tutte le informazioni diffuse di altro contenuto sono da ritenersi false e prive di ogni fondamento».
Il Sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha reso noto invece che il proprio Ufficio di Gabinetto resterà attivo per accogliere richieste di aiuto, segnalazioni e informazioni, riguardo agli eventi sismici che si sono verificati nel pomeriggio. Per info: 0862/645702-645703-645704
E' stata chiusa la scuola De Amicis in piazza Teatro perché i vigili del fuoco avrebbero riscontrato delle lesioni nei piani alti. Anche al museo Castello sarebbero state riscontrate crepe anomale. La situazione è comunque sotto controllo. Sono saltate invece le lezioni pomeridiane degli studenti universitari che non hanno fatto rientro in aula.

MARTEDI' SCUOLE CHIUSE

Alle 19.12 una nuova lievissima scossa. La terza della giornata. Scuole chiuse e tecnici al lavoro domani nel capoluogo abruzzese. Lo ha deciso il sindaco Massimo Cialente, dopo le scosse di terremoto che si sono succedute nel pomeriggio. I tecnici verificheranno la tenuta degli edifici scolastici. Non sono previste altre scosse.

FENOMENO DI RILASCIO DI STRESS FRAMMENTATO

I terremoti che si registrano nella provincia dell'Aquila da ormai due mesi sono il risultato di un graduale rilascio di energia da parte della faglia.
«E' un fenomeno di rilascio di stress frammentato», spiega Valerio De Rubeis, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
«La causa - aggiunge - è nella scarsa resistenza della faglia, che non riesce a sopportare carichi significativi di energia».
E' per questo che scosse di magnitudo modesta si stanno verificando frequentemente dall'inizio dell'anno: «Ce ne sono state decine, ma tutte molto piccole».
Se la faglia fosse stata più resistente, osserva De Rubeis, avrebbe potuto accumulare energia sufficiente a scatenare un terremoto decisamente violento.
Si spiegano così anche le tre scosse avvenute oggi: una di magnitudo 4.0 alle 15,38, seguita da una di magnitudo 3.5 alle 15,43 e quindi dalla terza scossa di magnitudo 2.4, alle 16,10.
Tutti e tre i terremoti sono stati poco profondi (una decina di chilometri): «Sono le classiche scosse che non provocano danni. La popolazione però le avverte molto bene», osserva il ricercatore. Lampadari che oscillano e vibrazioni generalizzate sono gli effetti riportati più frequentemente dalla rete di corrispondenti dell'Ingv attiva nella zona.

30/03/2009 19.35