Montesilvano. Bufera sul sindaco:«incarichi professionali senza gara»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Montesilvano. Bufera sul sindaco:«incarichi professionali senza gara»
MONTESILVANO. Una vera e propria bordata contro il sindaco Pasquale Cordoma ed il suo superdirigente, Taraborrelli, voluto a sovrintendere la delicatissima materia dei lavori pubblici e dell’urbanistica dopo lo scandalo Ciclone.
Non c'è tranquillità in Comune mentre aumentano le avvisaglie di nuove inchieste che potrebbero riservare ancora sorprese.
Ieri il consigliere comunale, Leo Brocchi, ha presentato un'interrogazione per chiedere chiarimenti sulle procedure di assegnazione di lavori pubblici finanziati dal Fondo europeo per le aree sotto utilizzate (FAS). Oggi ne è arrivata una seconda del consigliere Cristian Odoardi (Rc).
Brocchi, capogruppo di Proposta Liberale Europea, ha espresso preoccupazione su quella pratica, ormai diventata consuetudine in molte amministrazioni, di dividere i grandi lavori pubblici in piccole frazioni allo scopo di evitare le gare di appalto, rendendo di fatto arbitrarie le assegnazioni dei lavori.
In questo caso tuttavia si parla di affidamenti di incarichi professionali che oltre la soglia di 100mila euro devono essere dati attraverso una gara pubblica.
Eppure a leggere il documento pubblico per una serie di incarichi a molti professionisti c'è il sospetto dell'arbitrario frazionamento, anche perché l'oggetto che ne stabilisce i compiti e le ragioni della consulenza è sempre lo stesso.
L'elenco degli “incarichi tecnici affidati nell'anno 2008 dal Settore Lavori Pubblici”, parla chiaro ed il superdirigente «in relazione alla pianificazione e progettazione concernente la “Redazione del piano strategico riferito alla macroarea territoriale in ordine alle risorse Fas “riserva aree urbane”», scrive Leo Brocchi, «ha proceduto, come di consueto ignorando del tutto la normativa inderogabile sugli appalti, ad affidare direttamente una pluralità di incarichi di progettazione per un importo complessivo sopra soglia comunitaria, guarda caso ancora una volta frazionando il valore d'appalto (complessivamente di importo pari ad € 123.000,00 al netto di iva) viceversa vietato per interventi omogenei, poiché in tal modo si condiziona evidentemente la possibilità di confronto fra gli operatori professionali del mercato».
Con gli affidamenti diretti si azzera la concorrenza e vi potrebbe anche essere un blocco dei lavori qualora si accerti che gli «incauti affidamenti» configurino la nullità degli incarichi stessi per essere stati conferiti contro la legge.
Brocchi con l'interrogazione sugli appalti chiede di fare chiarezza sulla «procedura con la quale vengono selezionati ed affidati gli incarichi e chi abbia materialmente scelto i professionisti destinatari degli affidamenti».
Inoltre Brocchi ha preteso le carte di ogni assegnazione ed infine ha domandato all'amministrazione come intenderà muoversi «nell'ipotesi in cui la procedura osservata risulti contraria alla legge».
Interrogazione molto simile anche per Odoardi che evidenzia gli affidamenti che si sospettano frazionati nell'elenco ai numeri 3,5, 6,9,10,15.

28/03/2009 11.42