Università D’Annunzio, parte la guerra a Cuccurullo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Università D’Annunzio, parte la guerra a Cuccurullo
CHIETI. Il rettore Franco Cuccurullo: «mi arrabbio subito o mi arrabbio dopo?» «Basta che non se la prende con PrimaDaNoi.it». «No, ma io non so niente di questo comunicato. Non sono a Chieti e nessuno mi ha informato».
«Se vuole glielo leggo, ma le chiedo comunque una sua dichiarazione: accetta o no l'invito del neo nato Comitato per lo sviluppo e parteciperà alle sue riunioni? Si parla comunque dell'elezione del rettore».
Il comunicato che in mattinata ha sconvolto il tranquillo tran tran della d'Annunzio è arrivato verso le 9,30: una vera e propria dichiarazione di guerra contro la quinta ricandidatura del rettore in carica.
E anche una chiara indicazione di quelli che saranno i temi della “campagna elettorale” ormai partita, con i nomi da cui quasi sicuramente uscirà il candidato rettore che si presenterà come alternativa a Cuccurullo.
Stranamente la macchina organizzativa di Marco Napoleone, general manager della d'Annunzio, si è fatta trovare impreparata: il rettore alle 11 non era ancora informato della novità e quindi la reazione è arrivata in ritardo, con un comunicato di risposta di Cuccurullo delle 14 circa, anche se prima c'erano state due iniziative che hanno tentato di bloccare sul nascere l'effetto destabilizzante del documento.
Infatti è subito partita una raccolta di firme tra il personale per un appoggio diretto alla candidatura Cuccurullo, mentre ai presidi è stato inviato un documento riservato in cui si fa il bilancio dell'attività del rettore e si chiede con chiarezza un voto per la continuità.
A far scattare la reazione non è stata la nuova possibile candidatura: si parla con insistenza del professor Pier Enrico Gallenga, un luminare dell'oculistica, un uomo di scienza e di grande spessore culturale.
Quello che ha mandato su tutte le furie i vertici dell'Ateneo è stata la critica del Comitato ai risultati della gestione Cuccurullo e cioé «le valutazioni negative ottenute dalla d'Annunzio, come da classifica del Sole 24 Ore».
«Non è così – spiega un secondo comunicato dell'Ufficio stampa dell'Ateneo – per il Sole 24 Ore non siamo al 58° posto, ma al 14°. Addirittura secondo il direttore generale del Ministero siamo al 12° posto: il nostro punto di forza è il Bilancio, perché del fondo di finanziamento ordinario utilizziamo solo il 75% per il personale, contro il 90% degli altri. Quindi le informazioni del Comitato sono imprecise».
Una reazione eccessiva, forse la paura che questa possibile candidatura possa creare problemi a Cuccurullo? Così vengono giudicate dal Comitato queste contromosse: «noi chiederemo comunque l'uso dell'Aula magna per discutere dei problemi della d'Annunzio. Non ci è piaciuto come il Senato accademico si è espresso per la ricandidatura».
La critica è alla presenza del general manager a quella riunione (di solito ci sono solo i presidi) e alla posizione di Anna Morgante, preside di Economia, che ha sponsorizzato la ricandidatura del rettore in carica con un paragone calcistico: «squadra che vince non si cambia».
Concetto che è stato ripreso dallo stesso Napoleone, poco prima dell'arrivo del rettore: «non voglio sembrare di parte – ha detto – ma non posso non considerare positivamente gli aspetti numerici del nostro Ateneo, in relazione ai risultati del passato».
Insomma, critica il Comitato, una ricandidatura non discussa e tanto meno frutto di un dibattito approfondito. Altro che linguaggio calcistico: siamo professori universitari, non ultras da stadio.

Sebastiano Calella 27/03/2009 17.54