Discarica Bussi: il 9 luglio udienza preliminare. Provincia parte civile

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Discarica Bussi: il 9 luglio udienza preliminare. Provincia parte civile
PESCARA. E’ stata fissata per il prossimo 9 luglio l’udienza preliminare per decidere il rinvio a giudizio di 27 indagati dell'inchiesta sulla discarica abusiva di rifiuti tossici scoperta a Bussi.
Davanti al gup Luca De Ninis dovranno presentarsi 19 tra responsabili, direttori, vice direttori, amministratori delegati della Montedison che si sono avvicendati nel corso degli anni.
L'accusa per loro è di avvelenamento delle acque destinate all'uso umano (pene che prevedono un massimo di 15 anni e nei casi più gravi l'ergastolo) e disastro ambientale doloso in concorso.
I 19 imputati, secondo il pm avrebbero compiuto anche «azioni dolosamente omissive e ommissive, a cagionare e/o comunque a non impedire, consapevolmente, l'ulteriore aggravarsi di un evento che avevano l'obbligo d'impedire».
E' dal 1994, infatti, che l'accusa fa risalire la «strategia di impresa» per dribblare così l'obbligo di porre un rimedio alla situazione disastrosa che si era venuta a creare.
Il pm Mantini ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Giorgio D'Ambrosio, ex presidente Ato, Bruno Catena, ex presidente Aca, Giovanni Di Bartolomeo, direttore generale Aca, Lorenzo Livello, direttore tecnico Aca, Roberto Rongione, responsabile Sian Asl di Pescara.
Per loro l'accusa è quella di somministrazione di sostanze adulterate e avvelenamento di acqua.
L'accusa parla di «disastro ambientale di immani proporzioni» che riguarda «l'intero suolo e sottosuolo (anche profondo, comprese, ovviamente le falde di cui al capo d'imputazione che precede)».
Ai responsabili dei due Enti il pm contesta «l'utilizzo di dati non veridici, manipolati, e/o comunque ottenuti con procedure espressamente vietate dalla legge ed in contrasto con essa».


LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO
 
«COSI' HANNO NASCOSTO IL DISASTRO AMBIENTALE»
 


«PROVINCIA PARTE CIVILE»

Intanto ieri il consiglio provinciale di Pescara ha approvato a maggioranza un ordine del giorno del consigliere di Rifondazione Comunista Sandro Di Minco.
Il consiglio ha manifestato la volontà «di compiere ogni attività finalizzata al risanamento dei luoghi, al recupero economico dei danni ambientali e alla salute dei cittadini nonché al ripristino originario delle risorse ambientali danneggiate».
Per questo si impegnerà presso il Governo nazionale perchè sia realizzata «la completa bonifica del sito di Bussi ed il ripristino originario delle risorse ambientali danneggiate».
Ci si muoverà, così recita l'odg, «per il rilancio occupazionale della zona fondato su progetti e attività, anche di formazione, finalizzati proprio al recupero ambientale ed al ripristino originario delle risorse danneggiate».
In più si effettuerà «in temi brevissimi» un'indagine epidemiologica per valutare i danni alla salute dei cittadini derivanti dalla diretta esposizione con le zone inquinate e dall'assunzione e/o dal contatto con l'acqua contaminata.
«Il Consiglio», spiega Di Minco, «ha anche manifestato la volontà di costituirsi parte civile se dovessero esserci rinvii a giudizio nei procedimenti giudiziari in corso sulla vicenda».
D'Ambrosio, presente alla discussione ma assente al momento del voto, dopo una appassionata autodifesa, si è dichiarato sostanzialmente d'accordo con il documento anche se ha ritenuto inopportuno, data la sua posizione, votarlo. Ha anche proposto un emendamento, nel quale ha proposto l'audizione di Goio.

27/03/2009 10.33