Lady Bmw, Barretta dal gup: «non conosco le ereditiere tedesche. Mai viste»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. E’ arrivato alle 10.45 Ernani Barretta al tribunale di Pescara. L’uomo, coinvolto nell’inchiesta italiana sui presunti ricatti sexy a Lady Bmw, Susanne Klatten, dovrà affrontare questa mattina l’udienza preliminare davanti al gup Guido Campli. L'Udienza è stata subito aggiornata al prossimo 9 aprile.
Insieme a Eranano Barretta, proprietario di una country house a Pescosansonesco e presunto regista dei filmati osè oggetto dei ricatti, sono coinvolti anche i suoi due figli, Marcello e Clelia, sua moglie Beatrice Batschelet e la moglie di Helg Sgarbi e due lavoratrici della country house.
E' stata invece stralciata la posizione di Helg Sgarbi, già condannato in Germania due settimane fa a sei anni di carcere, sentenza passata in giudicato perché il legale del gigolo', Egon Geis, ha rinunciato a presentare un'istanza per la revisione del processo.
Il gigolò svizzero, che ha ammesso tutte le proprie responsabilità nel processo tedesco, ha chiesto di essere interrogato anche nel procedimento italiano dove è indagato.
Per questo il processo prenderà due vie, una che riguarda Barretta ed uno che riguarda Sgarbi. «Chiederemo che sia trasmesso l'interrogatorio di Sgarbi. Se le dichiarazioni sono esatte le determinazioni a nostro favore sono del tutto favorevoli», ha detto Taormina.
Barretta è arrivato in tribunale con il volto sereno a tratti sorridente, fasciato in un lungo cappotto scuro. Si è detto tranquillo anche se ha annunciato ai giornalisti presenti, molti dei quali svizzeri e tedeschi, che non può rilasciare dichiarazioni. «Dirò tutto al giudice», ha assicurato.
Hanno parlato invece i suoi legali, Carlo Taormina e Sabatino Ciprietti.
Il primo si è detto pronto a presentare le dichiarazioni dei redditi degli indagati per dimostrare che l'ingente quantità di denaro rinvenuto a Pescosansonesco è tutto di provenienza lecita.
Alla domanda sul perché i Barretta custodissero i soldi in barattoli di vetro (1,6 milioni quelli ritrovati sottoterra) Taormina ha detto che «in tempo di crisi tanti italiani custodiscono i propri risparmi sotto al mattone».
L'avvocato più mediatico d'Italia, che promette teorie difensive eclatanti, come nel suo stile, ha poi assicurato che la condanna di Sgarbi nel procedimento tedesco scagiona completamente il suo assistito.
«Dopo le affermazioni di Sgarbi nel processo tenuto a Monaco che danno supporto assolutamente a quello che abbiamo sempre sostenuto, cioe' che Barretta non c'entra nulla in questa vicenda, il nostro assistito - ha detto l'altro legale, Sabatino Ciprietti - e' stato coinvolto solo per qualche telefonata successiva ai fatti. E queste telefonate sono state interpretate e assunte come elementi indiziari di questo processo. Altri elementi non ci sono. I soldi trovati in casa di Barretta non hanno nulla a che fare con la questione Sgarbi. Sono frutto - ha concluso Ciprietti - dell'attivita' imprenditoriale».
Dunque per i difensori nessun ricatto e nessun tesoro illegale ma tutto frutto dell'attività imprenditoriale della famiglia Barretta.
L'udienza è stata aggiornata al 9 aprile. I media tedeschi che seguono la vicenda dovranno adeguarsi ai ritmi della giustizia italiana, ben più lenti di quella tedesca.
Il processo di Helg Sgarbi a Monaco di Baviera, infatti, si è concluso nel giro di un paio d'ore.
Anche in questo caso come era già successo per l'inchiesta Ciclone l'udienza è saltata per incompatibilità del giudice che aveva già emesso un provvedimento in questo procedimento.
Il codice prevede che il gup sia un giudice diverso dal gip.
Anche in questo caso il fatto era noto e si poteva aggirare.

24/03/2009 11.40


BARRETTA: «NON CONOSCO LADY BMW»

«Vorrei conoscere nel mio rifugio Valle Grande questa signora che si chiama Klatten che non ho mai visto. Anche le altre signore vorrei conoscere. Mi farebbe piacere se venissero qui a Pescosansonesco».
Lo ha detto Ernano Barretta a margine dell'udienza preliminare di stamani smentendo quindi di aver mai conosciuto la ricca ereditiera.
«Amo la Germania - ha aggiunto - e il mio amico Helg Sgarbi che e' stato arrestato. Amo tutti quanti in modo pulito e mi dispiace quello che e' stato detto su di me. E' tutto falso e questo lo dimostreremo al processo».
Sui soldi trovati Barretta ha detto che «erano i miei risparmi, i soldi di una vita. Sono 42anni che lavoro, sono un imprenditore. Ho un'attivita' molto bella e in tre anni sono entrate nel mio country house 19 mila persone ed ho incassato bei soldini messi sotto il materasso perche' alla banca non ce li porto»

SGARBI HA “SALVATO” BARRETTA?

Secondo quanto ha riferito l'avvocato Taormina, Sgarbi avrebbe escluso il coinvolgimento di Barretta. «Questo è quanto emerge da quello che si legge sui giornali. Se confermata, questa notizia, cercheremo di approfondire ulteriormente. E' chiaro che nel processo contro Sgarbi la posizione di Barretta era totalmente irrilevante e quindi non c'e' stato alcun approfondimento in questa direzione che invece a noi qui interessa. Tenete presente - ha proseguito Taormina- che Sgarbi non e' mai stato accusato di associazione per delinquere e questo per noi e' molto importante perche' qui questo reato e' stato invece contestato. Tutti gli elementi probatori utili a far chiarezza li accoglieremo. Abbiamo agli atti le dichiarazione della Klatten e di altre due donne amanti di Sgarbi, anche elargitrici di somme di un certo rilievo. Dalle loro dichiarazioni risulta che Barretta non lo hanno mai conosciuto e neanche riconosciuto in fotografia».
Secondo Taormina l'inchiesta nasce «da una signora che voleva stare al letto con un signore».
Sul fatto che la Klatten e Sgarbi si trovassero in alberghi dove c'era anche Barretta «gli accertamenti - ha rilevato Taormina - non hanno condotto a nessuna risultanza relativa all'utilizzazione di strumenti atti alla registrazione o alle riprese. Se la Klatten vuole venire al nostro processo - ha aggiunto il legale - ci fa piacere, sperando che non incontri qualcun altro a cui regalare altri 7 milioni di euro. Magari capitasse a me», ha affermato scherzando Taormina. «E' pacifico che quei soldi glieli ha regalati lei, e' stata lei stessa a dichiararlo. Altri soldi Sgarbi non ne ha avuti perche' l'estorsione non e' andata in porto ma e' stato solo un tentativo. Dimpostreremo da dove provengono i soli trovati nel rifugio di Barretta. E se fossero, e non lo sono, provenienti dai 7 milioni di euro sono 7 milioni dati assolutamente senza alcuna costrizione, senza nessun impegno giuridico e senza la previsione della restituzione».

24/03/2009 13.58