«Informazione locale distratta»: in rivolta il gotha abruzzese dei giornalisti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. «Se non fosse stato per le inchieste della magistratura i giornalisti abruzzesi non si sarebbero accorti degli scandali che avevano sotto il naso».
Suona così la critica del giornalista dell'espresso Primo Di Nicola, abruzzese di nascita, firma di punta dell'Espresso per la cronaca giudiziaria e d'inchiesta che sabato scorso ha lanciato pesanti accuse al mondo dell'informazione.
L'occasione è stata data dalla presentazione ufficiale del documentario "la brutta stagione", realizzato dai ragazzi del Master di giornalismo di Teramo (Stefano Buda, Fabiana Calsolaro, Pier Paolo Di Nenno, Lorenzo Dolce, Barbara Gambacorta e Francesco Paolucci ), coordinati dal giornalista di Rai2 Angelo Figorilli.
Alla proiezione è seguito un dibattito su “L'informazione e il caso Abruzzo”, moderato dal presidente dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo, Stefano Pallotta , Franco Avallone (Il Tempo), Primo Di Nicola (L'Espresso), Roberto Marino (Il Centro), Claudio Valente (Il Messaggero) insieme al direttore delle testate del Master, Fabrizio Masciangioli.
Il dibattito ruotava intorno al giornalismo di inchiesta nella nostra regione e già in quella occasione Di Nicola era stato chiaro riguardo al suo pensiero. Ma è stato quando ha rilascia le dichiarazioni al Tg3 regionale che hanno fatto saltare sulla sedia alcuni giornalisti.
Il direttore del Centro, Luigi Vicinanza, ha scritto un commento dal titolo “errori di giornalismo”.
«Ma davvero l'informazione locale ha taciuto, se non addirittura coperto, lo scandalo della sanità? Lo sostiene molto genericamente il giornalista dell'Espresso Primo Di Nicola ai microfoni del Tg regionale, intervenendo al convegno sul “caso Del Turco”», scrive Vicinanza, «sicuramente Di Nicola non si riferisce a noi del Centro, dal momento che la consultazione dell'archivio del nostro giornale dimostra il contrario. Ma allora con chi ce l'ha? Forse a Di Nicola, abruzzese da anni trapiantato a Roma, è mancata l'opportunità di tenersi sempre aggiornato sulle complesse vicende politico-giudiziarie che negli ultimi 2/3 anni hanno tormentato la nostra regione. Purtroppo proprio la sua generica esternazione - senza indicare circostanze precise: chi, come, quando - alimenta quel modo di fare informazione che si dice di voler contrastare. Un giornalismo senza fatti. Peccato, un'occasione persa».
Dura presa di posizione anche del Comitato di redazione dei giornalisti della stessa testata.
«Dare a intendere che tutti i giornalisti dormivano sonni tranquilli è una argomentazione infondata in una polemica che suona come dura accusa nei confronti di tutti i giornalisti abruzzesi», scrive il Cdr.
Ma chi è Primo Di Nicola? E' un giornalista che fa parte della stessa famiglia de Il Centro, Gruppo Espresso La Repubblica, che essendo abruzzese si occupa spesso di seguire la cronaca giudiziaria e gli scandali che si sono palesati negli ultimi mesi nella nostra regione. Di Nicola è stato il giornalista che con larghissimo anticipo sugli eventi aveva annunciato lo scandalo della sanità e le colpe delle cliniche private e lo sperpero di denaro pubblico con una inchiesta circostanziata, ben un anno prima, che non ha avuto eguali.
Ma Di Nicola spesso sull'Espresso riesce a pubblicare notizie assolutamente inedite che riguardano la nostra realtà abruzzese, riuscendo a produrre notizie che nessuno è riuscito a scovare pur “presidiando il territorio”. E' per esempio il caso che riguarda la crescita dell'imprenditore Toto, notizie contenute in un'altra inchiesta mai ripresa dagli organi locali. E la rilevanza c'era tutta. Ed è ancora un articolo di Di Nicola che in tempi assolutamente non sospetti scriveva dei voli del sindaco Luciano D'Alfonso sui jet di Toto (una delle accuse poi verificate nella inchiesta appena conclusa su presunte tangenti che hanno portato all'arresto del sindaco lo scorso 15 dicembre. Lo scrisse l'Espresso e lo riprese PrimaDaNoi.it, unica testata a reputare degna di interesse la notizia.
Ma la cosa interessante fu la secca smentita (soltanto a questo quotidiano) da parte del portavoce del sindaco Marco Presutti.
Una smentita che oggi ha un peso non indifferente.
Sono solo pochissimi esempi del lavoro giornalistico di Di Nicola ma sarebbe impossibile citare tutto il suo lavoro.
Dopo le sue affermazioni c'è spazio per ampie riflessioni.


23/03/2009 12.11