Omicidio Mastrangelo, Procura: «no a riapertura indagini»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. La Procura della Repubblica di Lanciano ha respinto la richiesta di riapertura delle indagini sull'omicidio di Mara Mastrangelo, assassinata nella sua abitazione di Bomba (Chieti) l'11 febbraio 2005.
A decidere sull'istanza presentata dai figli e dall'ex marito della vittima e' stato il sostituto procuratore Mirvana Di Serio, lo stesso magistrato che aveva presentato gia' nel 2007 richiesta di archiviazione delle indagini sul delitto.
Secondo la Di Serio non ci sono ragioni per procedere alla riapertura del caso, in quanto tutti i dubbi sollevati dai familiari della Mastrangelo - e relativi ad un secondo indagato, la cui posizione fu stralciata nella prima fase dell'inchiesta - sono gia' stati chiariti.
Una versione che contrasta con la sentenza passata in giudicato con cui il gup Francesca Del Villano Aceto nelle scorse settimane aveva assolto dall'accusa di omicidio volontario la madre della donna assassinata, evidenziando che dagli atti emergevano degli aspetti poco chiari proprio su quell'uomo, che non aveva un alibi per l'ora del delitto e che aveva effettuato inspiegabili chiamate ai numeri di emergenza 112, 113 e 115, tra l'ora dell'omicidio e la scoperta del cadavere avvenuta il giorno dopo.
Dura la reazione del legale dei figli di Mara Mastrangelo, l'avvocato Dario Rapino, che si dice indignato per la decisione della Procura di Lanciano di non voler procedere all'accertamento della verita' e preannuncia che chiedera' l'avocazione dell'inchiesta alla Procura Generale dell'Aquila, oltre ad una ispezione ministeriale sull'attivita' della Procura frentana.
21/03/2009 12.06


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