«Per un errore del Comune ora mi pignorano i beni di una vita»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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IL CASO. BUCCHIANICO. «Sono venuti gli esattori a pignorare i mobili a mia madre e a mio padre. E' intollerabile che a Bucchianico il Comune tratti così i suoi cittadini che si trovano in difficoltà burocratiche per colpa del Comune stesso».


«Il sindaco Di Paolo si deve solo vergognare di essersi lavato le mani in questa vicenda: prima porta gli anziani in gita, poi li tratta come evasori e delinquenti».
Eraldo Marusco, figlio del presunto evasore che non avrebbe pagato nei termini le rate per il ritiro della licenza di costruzione, non ce l'ha fatta a resistere.
«Mia madre ha pianto. E mio padre, dopo una vita di lavoro e di onestà – a tutti nota – si è trovato alle prese con un pignoramento ingiusto. Mi sono attaccato al telefono e al sindaco gliene ho dette quattro. Mi dispiace, ma non posso farci nulla mi ha risposto Di Paolo – racconta Eraldo Marusco – quando si è trattato di coprire l'errore dell'ufficio che aveva smarrito la mia domanda, mi hanno chiesto di collaborare e di ripresentare il tutto. Quando per i loro conteggi sballati hanno appioppato una multa a mio padre, allora non ci può fare nulla... ci vuole un coraggio a trattare i cittadini come schiavi. E' chiaro che la cosa non finisce qua».
Ed infatti Marusco padre si è rivolto all'avvocato Antonella Taraborrelli che ha contestato la sanzione «poiché assolutamente ingiusta e pretestuosa».
Come abbiamo già raccontato, a causa dello smarrimento in Comune della sua pratica di concessione edilizia, Marusco era stato sollecitato a ripresentare la domanda di inizio lavori e da quell'ultima data era stato fatto il conteggio per i pagamenti.
A sorpresa però, e senza comunicarglielo, la vecchia domanda era riapparsa e i pagamenti sono stati conteggiati da questa prima domanda, all'insaputa dell'interessato.
«Il Comune nulla osservava in merito alla eventuale inutilità e/o irregolarità della seconda comunicazione – scrive l'avvocato - né tantomeno chiedeva spiegazioni in merito. Inoltre il Comune nelle richieste di pagamento poi inviate, ha riferito tutti gli adempimenti della pratica alla data della seconda domanda. Quando invece gli sono stati chiesti i pagamenti riferiti alla prima domanda, Marusco sarebbe stato già fuori tempo e quindi sanzionabile anche se avesse pagato».
Insomma, pare di capire che la domanda è: il Comune tira a fregare il cittadino?
Se questa prassi prendesse piede, sarebbe una bella fonte di guadagno: far sbagliare il contribuente per riscuotere le sanzioni.
Continua l'avvocato: «ogni elemento porta dunque a ritenere come il Comune di Bucchianico, abusando palesemente del proprio potere e venendo meno ai principi di coerenza ed equanimità della Pubblica amministrazione, abbia pretestuosamente addossato al Sig. Marusco le conseguenze negative dei propri disguidi interni, addossandogli il pagamento di una sanzione che appare del tutto illegittima, tenuto conto anche della buona fede del contribuente il quale ha comunque provveduto al pagamento di quanto dovuto nel termine di 18 mesi dall'effettivo inizio dei lavori».
In altre parole: riconosca il Comune il suo errore e non rompa le scatole ad onesti contribuenti.
Ma la storia non finisce qua e probabilmente continuerà nei tribunali.
s. c. 20/03/2009 11.15