Nuove tecnologie, cresce tra i minori il rischio-dipendenza

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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IL PROGETTO. PESCARA. Prevenire l'insorgenza di nuovi fenomeni di devianza giovanile, provocati dall'abuso di internet, videogiochi e cellulari tra gli adolescenti, quasi la metà dei quali giudicato a forte rischio da una indagine condotta dalla Ceis e sostenuta dalla Provincia. Questo l'obbiettivo del progetto sperimentale “A che gioco giochiamo”, una ricerca-intervento fortemente voluta e sostenuta dall'assessorato alla Tutela sociale del cittadino della Provincia di Pescara, guidato da Mauro Di Zio, e realizzata dal Centro di solidarietà di Pescara (Ceis).
«Grazie al progetto – spiega l'assessore – sono stati creati strumenti che permettono di individuare precocemente gli atteggiamenti di dipendenza e che aiutano a riconoscerne i segnali nel proprio comportamento».
Così, la coordinatrice dell'iniziativa Cristina Verrocchio (coadiuvata da Stefano Di Muzio e Valeria Orfanelli del Ceis) hanno messo a punto un progetto che ha coinvolto 495 studenti (280 ragazze e 204 ragazzi) del Liceo scientifico “da Vinci” di Pescara, del Liceo scientifico “Luca Da Penne” di Penne, dell'Istituto d'arte “Bellisario” di Pescara e dell'Istituto tecnico Manthonè di Pescara.
«Primo esperimento del genere sul territorio nazionale», hanno precisato dalla Provincia, «il progetto ha già prodotto dati interessanti sull'andamento delle nuove dipendenze, evidenziando che circa il 47,3% del campione esaminato potrebbe essere definito “a rischio” o “problematico” per una o più forme di dipendenza».
I risultati sono stati raccolti in un opuscolo, breve guida rivolta ad adolescenti, famiglie e operatori sociali, che verrà distribuito a tutti gli studenti delle scuole della provincia di Pescara, e che sarà inoltre disponibile sul sito della Provincia di Pescara.


19/03/2009 14.36