Mare Monti, la Provincia di Pescara non riesce a prendere posizione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ancora una volta il Consiglio Provinciale non riesce a deliberare, in extremis, una posizione sulla questione Mare Monti


Ieri mattina dopo una innumerevole serie di riunioni, commissioni, tavoli tecnici su la Mare Monti - era previsto un Consiglio Provinciale per esprimere una posizione sulla questione.
All'inizio della seduta anche il gruppo consiliare del Pd, attraverso il suo capogruppo Enzo Di Simone, aveva manifestato la volontà di votare l'Odg presentato dal consigliere Sandro Di Minco di Rifondazione Comunista. Aveva solo chiesto di apportare qualche lieve ritocco al documento. Il neo esponente dell'Idv, Camillo Sborgia, in aula ha dichiarato la piena condivisione del Documento.
Ma tutto ciò non è bastato ed infatti arrivati al momento della votazione, Silvio Cardone, Capogruppo dell'IDV eletto nella circoscrizione di Penne, ha chiesto la verifica del numero legale. Ed il numero legale non c'era.
«Come non c'erano», assicura Di Minco, «molti dei consiglieri che in passato hanno fatto, ma solo sui giornali, proclami sui valori della tutela ambientale come Alessandro Di Bartolomeo dell'Udc».
Nei giorni scorsi Di Minco ha presentato una richiesta di accesso agli atti per conoscere tutte le iniziative assunte da ciascun consigliere in carica dall'inizio del mandato ad oggi.
«Ho chiesto di sapere il numero dei loro interventi», racconta il consigliere, «le loro presenze e anche tutte le volte che hanno partecipato al Consiglio solo per pochi minuti (il tempo necessario per maturare il gettone di presenza) Non appena avrò questi dati li renderò pubblici ed i cittadini potranno così sapere chi lavora e chi bivacca. Ma non è poi anche questa la questione morale nella politica».
Ma perché tante difficoltà a prendere una posizione chiara su quest' opera?
Chissà. I fatti ci dicono che l'opera è stata appaltata alla ditta Toto spa che vi sono gravissimi sospetti circa la regolarità di quella gara: lo dice una inchiesta della procura di Pescara non ancora conclusa. Vi sono poi tutta una serie di dubbi circa il viadotto che avrebbe invaso il perimetro della riserva del lago di Penne.
La Provincia di Pescara dovrebbe prendere una chiara posizione in merito. Ma pare proprio che non vogliano pronunciarsi.
Di Minco fa anche sapere di aver registrato positivamente lo sforzo del presidente De Dominicis che dopo il “fattaccio” ha dichiarato che si riconosceva pienamente nel documento e lo avrebbe sostenuto in tutte le sedi necessarie.

MARE LIBERO: «SIAMO SCONCERTATI»

«Siamo sconcertati dallo spettacolo di cui siamo state testimoni negli ultimi due Consigli Provinciali di Pescara in merito all' ordine del giorno sulla Mare-Monti e la Riserva Naturale del Lago di Penne», commentano Guya Marconi e Loredana Di Paola di MareLibero.net.
«L'Ente Provincia abbia finalmente una posizione chiara e univoca da riportare nei tanti tavoli aperti sulla questione (in alcuni dei quali si parla addirittura di tagliare la Riserva)». Ma per fare questo, ricorda l'associazione, non sono bastati due Consigli Provinciali (11 e 18 marzo) e una Commissione Ambiente (13 marzo).
«Ancora ieri», raccontano Marconi e Di Paola, «dopo interminabili e sterili interventi, quando si pensava che questo ordine del giorno potesse essere finalmente messo in votazione, per caso qualcuno si è accorto che ormai non c'era più il numero legale. Avendo seguito i lavori dei due Consigli e della Commissione Ambiente rileviamo l'assoluta superficialità con cui la maggior parte dei consiglieri hanno affrontato la questione Mare-Monti, così importante per la nostra Provincia sia per l'impatto ambientale ma anche per l'onerosità del progetto».
«Hanno tutta la nostra comprensione», chiudono le due, «quei pochi consiglieri che, onorando il mandato popolare, tentano di lavorare con serietà : ci vuole infatti un fegato sano ed una stabilità psichica notevole per passare ore, giorni, mesi seduti spesso ad ascoltare e replicare al nulla».

19/03/2009 12.21