Il consiglio provinciale dice no al centro d’accoglienza per immigrati di Vasto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. Il consiglio provinciale martedì scorso ha approvato con voto unanime un ordine del giorno predisposto dai consiglieri Manuele Marcovecchio (FI) e Nicola Tinari (RC) sull'ipotizzata apertura di un centro d'Identificazione ed Espulsione (C.I.E.) in via San Sisto a Vasto.

Nell'ordine del giorno si da espresso mandato al presidente Coletti di rappresentare a tutti gli organi competenti preposti (Ministero degli Interni e governo nazionale, regione, etc.) l'inopportunità della realizzazione dei suddetto centro nella città di Vasto e di tenere informato l'intero consiglio, per il tramite dell'ufficio di presidenza, dell'evolversi la situazione.
«La deliberazione assunta unanimemente dall'intero consiglio», ha commentato Camillo D'Amico, capogruppo del Pd in provincia di Chieti, «è un atto importante che eleva una comune preoccupazione circa la ventilata ipotesi dell'apertura di un centro d'identificazione ed espulsione a Vasto in un area già densamente popolata, in crescente espansione urbanistica e per la quale già il prefetto di Chieti ha manifestato forti perplessità».
Le poche notizie certe che si hanno in possesso sulla vera natura del centro, la materiale impossibilità a capire chi è l'esatto interlocutore e la vocata natura turistica di Vasto ha fatto si che tutti i consiglieri fossero compatti.
«Il nostro no», ha chiarito D'Amico, «non vuole affatto apparire di natura razzista ed inospitale; tutt'altro solo. poter garantire al territorio la necessaria autodeterminazione e la necessità che il tutto vada condiviso con gli enti locali».

19/03/2009 9.03