D’Alfonso, «un pc da 3mila euro in cambio di una assunzione»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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D’Alfonso, «un pc da 3mila euro in cambio di una assunzione»
PESCARA. Spunta una nuova accusa di concussione per il sindaco Luciano D’Alfonso già indagato per associazione a delinquere, abuso e falso nella maxi inchiesta per tangenti al Comune di Pescara.
Quello nuovo è un piccolissimo tassello, di sicuro non il più grave, ma per la procura sempre reato, che tra l'altro spiegherebbe ancora meglio quello “stile D'Alfonso” descritto dal pm Gennaro Varone e sposato in pieno dal gip Luca De Ninis.
Uno stile che consisterebbe nella continua pratica della richiesta di utilità a moltissime persone entrate in contatto con il primo cittadino e che poi hanno avuto un rapporto cristallizzato in un qualsivoglia atto amministrativo del Comune.
Durante le diverse perquisizioni subite dal sindaco è stato sequestrato un portatile trovato in casa. La polizia postale lo ha scandagliato in profondità per trovare tracce e prove di contatti e della presunta corruzione.
Ma c'è qualcuno che si è accorto che quel computer era in tutto simile a quello di un altro eccellente indagato e imprenditore: marca, modello, colore.
Il sospetto investigativo ha portato così gli investigatori a verificare l'origine di quel computer portatile di ultima generazione.
Ma il sospetto e la pista investigativa dopo un laborioso accertamento della polizia postale si sono palesati errati ma si è potuto accertare in ogni caso che quel pc non era stato acquistato da D'Alfonso ma regalato.
Un regalo che la procura sostiene essere il frutto di una concussione. Perché ne è convinta?
Perché gli investigatori sono riusciti a risalire alla persona che ha acquistato quel costoso pc (2.999 euro) in un grande centro commerciale. La prova inconfutabile sarebbe stata trovata nel fatto che alla cassa l'acquirente avrebbe fatto scalare i punti dalla propria tessera personale.
La persona che spende tre mila euro per un regalo al sindaco, ascoltata ed interrogata, avrebbe ammesso di aver avuto diversi colloqui con il sindaco e avuto un «favore» da quest'ultimo: l'assunzione. Un posto di lavoro non si sa bene se per sé o per un parente.
Un pc in cambio di un beneficio per la procura sarebbe inequivocabilmente un reato.
Non corruzione ma concussione poiché gli inquirenti avrebbero ricostruito le pressioni velate che il sindaco avrebbe fatto sul cittadino che in questo caso viene considerato persona offesa.
Un piccolo episodio sul quale la difesa dovrà intervenire per smontare l'accusa e dimostrare l'assoluta estraneità del sindaco.
Intanto l'inchiesta Housework, come è stata definita, procedimento 8678, per il filone legato ai lavori pubblici è praticamente chiusa e a giorni dovrebbero essere notificati gli avvisi agli indagati, circa una ventina.
Per gli altri invece l'attesa è destinata a continuare perché vi sarebbero alcune piste ancora aperte che si starebbero battendo in questi giorni e che riguarderebbero altri aspetti della vita amministrativa della città, un altro orizzonte da esplorare nel quale si sarebbe applicato comunque lo stesso “stile”.
Altri orizzonti che potrebbero svelare nuove conferme e sorprese.

19/03/2009 8.17


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