Asl Pescara nord: «certi disservizi non sono da paese civile»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA DENUNCIA. PESCARA. «C’erano tanti cittadini stranieri smarriti ed increduli in coda da ore, e mi sono vergognato anche se non dovrei essere io a farlo».


Questa è la sensazione che Alfredo Angiolelli, utente-cittadino-comune incappato nella Asl di Pescara nord. Racconta l'odissea di fare tre file senza usufruire del servizio.
L'increscioso episodio, che a detta di Angiollelli sarebbe «prassi consolidata», è accaduto qualche giorno fa all'“ex clinica Baiocchi”.
E il nostro lettore ce lo ha raccontato così.
Nell'Asl in questione c'è uno sportello per il ritiro del tesserino sanitario per italiani e stranieri.
Allo sportello, stando al racconto del nostro lettore, sembrerebbe esserci una sola impiegata che deve barcamenarsi tra sportello e fotocopie nella stanza antistante.
Lo sportello serve un numero limitato di utenti al giorno pari a 60.
Il servizio apre alle 8,30 e alle 15, ma gli utenti si presentano lì davanti almeno un'ora e mezza prima per sperare di prendere uno dei famosi 60 numeretti, che negli ultimi giorni sarebbero stati addirittura ridotti a 30.
Quindi quando il servizio apre i battenti c'è la disperata corsa a prendere il numeretto.
Angiolelli ha raccontato a PrimaDaNoi.it di aver assistito a liti furibonde e a raffiche di insulti verificatesi al momento di prendere i bigliettini.
Ma quando l'organizzazione del settore pubblico sembrerebbe scarseggiare, entra in gioco l'iniziativa dei cittadini che, prendono carta e penna, e si numerano da soli già prima dell'apertura dello sportello.
In questo modo quando l'impiegata distribuisce i 60 numeri loro hanno già un ordine in base a quello d'arrivo sul posto.
«Capisco i vari problemi causati dalla carenza del personale o lo stato di agitazione del personale precario ma un cittadino utente della Ausl non può presentarsi la mattina almeno alle 6,30 per mettersi in fila e sperare di essere chiamato, altrimenti tornare nel pomeriggio».
Angioletti, contattato telefonicamente da PrimaDaNoi.it ha delineato uno scenario che lui ha definito «nemmeno da terzo mondo» fatto di lunghissime attese e tanta gente che invocava l'intervento delle forze dell'ordine.
Ha raccontato anche che in alcune occasioni i cittadini volevano parlare direttamente con il direttore, ma la risposta è sempre stata «non è in sede in questo momento».
Alla domanda «perché la coda si forma in quel determinato sportello?», Angiolelli ha risposto: «perché il servizio è gratuito e non c'è nessun interesse a far veloce per incassare di più e più celermente».
Il malcapitato utente, come tanti altri, si è chiesto, pur tenendo in conto la piaga della mancanza di personale, «come si può non tenere nella giusta considerazione il rispetto delle esigenze dei cittadini utenti? Questi disservizi non dovrebbero verificarsi in un Paese civile. Nei Paesi più arretrati dell'Africa equatoriale o dell'Estremo Oriente o dell'America latina i cittadini godono di maggior rispetto da parte degli enti ed uffici pubblici».
«In fila con me, tra i cittadini italiani che protestavano, c'erano anche tanti cittadini extra-comunitari smarriti ed increduli. Sinceramente, mi sono vergognato! Ma non dovrei essere io a vergognarmi…»

Manuela Rosa 18/03/2009 11.38