Jonathan. L’associazione in difesa degli omosessuali è rimasta senza sede

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. L’associazione Jonathan-Diritti in movimento dopo tante promesse e una bando vinto per l’assegnazione di una sede propria, deve rassegnarsi all’idea di non avere un ufficio dove svolgere le attività di accoglienza.

L'associazione Jonathan è presente sul territorio pescarese da anni, allo scopo di affermare il fondamentale diritto all'emotività di tutti gli esseri umani, in particolare del popolo gay, lesbico bisessuale e transessuale.
«Sin dalla sua nascita, l'associazione ha concentrato molte delle sue energie nell'accoglienza, diventata la sua attività principale: la riunione del lunedì è diventata un appuntamento fisso, quasi mai interrotto, neanche durante vacanze estive», si legge in una nota.
Fin dal 2003 le attività dell'associazione sono state ospitate dall'Arci Provinciale di Pescara, che ha dato in uso gratuito una delle sue stanze. Ora però l'Arci, come altre associazioni di volontariato, sarebbe in crisi e quindi non può più permettersi di ospitare un'associazione «se non con condivisione delle spese».
Già nel maggio 2007, l'associazione Jonathan aveva denunciato una situazione di disagio che metteva a rischio la programmazione dei suoi servizi alla cittadinanza.
L'associazione ha sfogato, con parole molto dure, la rabbia accumulata negli anni di promesse e di attese. «In due anni, come fossero grani di un rosario, siamo passati da un assessore all'altro, abbiamo ascoltato promesse su promesse, portato a casa vagonate di “abbiate pazienza, c'è da aspettare”, partecipato e vinto insieme, ad altre 23 associazioni collegate in una rete, un bando per l'assegnazione di una sede e, di nuovo, ad aspettare e aspettare, e aspettare ancora».
Per l'associazione il cancro che divora l'Italia sarebbe il “mal governo” «che altro non è che un amalgama mefitico di semplice incompetenza, pura ignoranza, cinica indifferenza e disgustosa egoismo, il tutto condito con una visione distorta del concetto di autorità e potere, dove chi si trova a governare, decide “per” il cittadino (nel senso di: al posto del), e non per il cittadino (nel senso di: in favore del)». «Non abbiamo posto dove andare» è questo il grido dall'allarme dell'associazione Jonathan-diritti in movimento con cui ha concluso il comunicato.

m.r. 18/03/2009 11.31