Uccide il figlio disabile con una fucilata. Poi tace davanti al pm

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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2002

TERAMO. Un pensionato di 76 anni, Vincenzo Raimondo, di Campli, ha ucciso questa mattina con un colpo di fucile in pieno petto, il figlio Giuseppe, 37 anni, invalido psichico, in preda ad un raptus di disperazione.
Il delitto è avvenuto poco prima delle 8, nell'abitazione di famiglia, nei pressi del cimitero comunale di Campli e ne dà notizia l'agenzia Ansa.
Secondo una prima ricostruzione, fatta dai Carabinieri del reparto operativo e della locale stazione, l'uomo ha affrontato il figlio e gli ha sparato, prima di allontanarsi dall'abitazione.

A dare l'allarme sono stati i famigliari, non è chiaro se la moglie dell'omicida o l'altro figlio gemello. I militari hanno rintracciato il pensionato che vagava per le strade del centro del paese e lo hanno arrestato. L'uomo è tuttora trattenuto nella caserma dei carabinieri, dove c'é anche il magistrato di turno.
Sembra che l'uomo non abbia opposto resistenza. E' attualmente interrogato dal magistrato. Il reato che si contesta sarebbe l'omicidio volontario. 17/03/2009 10.05

LA MADRE HA LANCIATO L'ALLARME

L'allarme lo ha fatto scattare la madre della vittima alle 7.20 quando ha trovato il figlio morto nella sua camera da letto. Non poteva credere ai suoi occhi ed ha subito avvertito il 118 e i carabinieri.
Da quanto è emerso Raimondo al momento dell'arresto non avrebbe opposto resistenza ma i militari raccontano di averlo trovato in stato di choc.
E' ancora in caserma dove è arrivato il pm Davide Rosati, sostituto procuratore della Repubblica di Teramo.
E' stato intanto confermato che ad uccidere il giovane è stato un solo colpo sparato a bruciapelo.
Per l'omicidio è stato utilizzato un fucile sovrapposto calibro 12 'Beretta' che l'anziano deteneva regolarmente in provincia di Palermo, dove ha la residenza, ma non a Campli, dove è attualmente domiciliato.
Pertanto oltre all'omicidio volontario e' accusato anche di omessa denuncia di arma da fuoco. 17/03/2009 12.09

«LA VITTIMA HA CERCATO DI DIFENDERSI»

Da quanto sta emergendo in questo ore Giuseppe soffriva di disturbi psichici e in questi giorni non si era recato al lavoro (era guardia municipale), per malattia: era in trattamento da uno psichiatra, dopo un recente trattamento sanitario obbligatorio.
Raimondo è in stato di fermo con l'accusa di omicidio volontario aggravato.
Secondo una ricostruzione fatta grazie alle testimonianze della moglie dell'uomo e madre della vittima, e del figlio minore (in un primo momento si era parlato dell'esistenza di un gemello del giovane assassinato), presenti in casa al momento del delitto, il pensionato avrebbe sparato contro il figlio che dormiva nel suo letto.
La salma del figlio è stata portata all'obitorio del vicino cimitero comunale.
Al termine dell'interrogatorio, l'omicida sarà trasferito in carcere in attesa della convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari.
Una prima decisione che i magistrati dovranno prendere sarà quella relativa alla sua detenzione, semmai compatibile con l'età.
Da quello che sta emergendo sembrerebbe anche che la vittima abbia tentato di difendersi: dopo una prima fucilata al torace mentre dormiva a letto il figlio ha cercato di ripararsi e il padre lo ha centrato di nuovo al volto ammazzandolo.
Non ci sono riferimenti a recenti liti tra i due, anche se si ritiene che il padre abbia agito in preda a un raptus di rabbia e disperazione.
17/03/2009 15.13

OMICIDA SI AVVALE FACOLTA' DI NON RISPONDERE

Non ha voluto spiegare il perché del suo gesto, si e' avvalso della facoltà di non rispondere Raimondo questo pomeriggio. Nessun chiarimento, nessuna versione dei fatti che possa far capire agli inquirenti perché l'uomo abbia sparato al figlio.
Inizialmente sottoposto a fermo nella caserma carabinieri di Campli e successivamente trasferito in tribunale a Teramo, davanti al sostituto procuratore Davide Rosati, che lo ha interrogato, non ha fornito risposte.
Al 76enne di origini siciliane (vive a Campli con la moglie dal una decina di anni) e' stato affidato un avvocato d'ufficio in attesa della nomina di uno di fiducia.
Il fucile con cui ha sparato e' stato sequestrato. Dopo l'interrogatorio Raimondo e' stato trasferito in carcere a Castrogno con l'accusa di omicidio volontario e omessa denuncia di arma da fuoco.

17/03/2009 19.56