Aggrediti agenti penitenziari a Lanciano: «finito effetto indulto»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. La Uil pubblica amministrazione, comparto penitenziari, denuncia lo stato di totale indifferenza «nel quale vengono abbandonati i Poliziotti Penitenziari, che pur garantendo i servizi essenziali a scapito della propria salute psicofisica, espletando anche 4 o 5 mansioni diverse, si vedono poi ripagati con una moneta immeritata, il sospetto di non aver compiuto al meglio il proprio dovere».
Sono queste le parole del segretario provinciale della sigla sindacale, Ruggero Di Giovanni, che parla dell'aggressione subita venerdì scorso da alcuni agenti della casa circondariale di Lanciano, quando un detenuto in uno scatto d'ira ne ha feriti tre, procurando una prognosi di 30 giorni a uno di loro per la frattura della mano sinistra e 4 giorni agli altri due intervenuti per evitare che il detenuto si ferisse con atto autolesionistico.
«Non e' che questo sia il primo caso nella carcere di Lanciano - assicura Ruggero - negli ultimi mesi infatti sono accaduti episodi analoghi, di minore entità e soprattutto senza conseguenze così gravi per i Poliziotti Penitenziari. Purtroppo questo tipo di aggressioni sono solo il sintomo di una più ampia problematica; infatti il personale di Polizia Penitenziaria della casa circondariale di Lanciano e' sempre più spesso chiamato ad assolvere ai propri compiti istituzionali in situazioni di vera e propria emergenza, da anni sotto organico e perennemente al di sotto dei normali parametri di sicurezza, mancando circa 40 agenti».
E la Uil è chiara: questo determina giornalmente situazioni di stress lavorativo, dovute principalmente alla necessita' di garantire un servizio che normalmente andrebbe assegnato a 3 o 4 unità di Polizia Penitenziaria ma che, per carenza di personale ed incomprimibilità dei servizi, va in ogni modo garantito anche da un solo agente.
«Il risultato - continua il segretario provinciale della Uil - un disagio lavorativo non indifferente, che fiacca la professionalità del personale rendendolo meno attento ai segnali di pericolo che, in un lavoro come il nostro, sono il primo indicatore dell'eventualità di un gesto estremo come quello accaduto venerdì».
E non sarà più semplice quando arriveranno anche i tagli preannunciati recentemente dal locale provveditorato di Pescara che ha previsto interventi su tutti i capitoli, dalle mercedi detenuti (retribuzione per l'attività lavorativa da loro prestata all'interno degli istituti), fino al monte ore di straordinario (-25 per cento) assegnato al personale di Polizia Penitenziaria.
Conseguentemente si avranno meno detenuti lavoranti e quindi più detenuti che per apatia saranno potenzialmente indotti a compiere gesti estremi e parallelamente meno unità di polizia penitenziaria destinate alla vigilanza'.
«L'effetto indulto e' finito - si interroga Ruggero concludendo - e le carceri sono di nuovo al collasso, si parla tanto di costruire nuovi istituti di detenzione, ma nessuno ha mai pensato che con l'organico attuale a stento riusciamo a tenere aperti quelli esistenti?».

16/03/2009 16.18