Prostituzione: esercitarla in casa diventa un illecito urbanistico

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Prostituzione: esercitarla in casa diventa  un illecito urbanistico
SILVI. A Silvi Marina, in provincia di Teramo, esercitare la prostituzione in casa e' un illecito urbanistico, sanzionabile dal punto di vista penale.
Lo prevede l'articolo 28 bis delle Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale.
L'illecito consiste nel fatto che le prestazioni sessuali a pagamento effettuate in casa comportano il mutamento della destinazione d'uso rispetto a quella residenziale.
L'articolo in questione e' stato approvato il 4 marzo in consiglio comunale, a seguito di un lungo iter amministrativo partito a febbraio 2008, e dopo la pubblicazione sul Bura, attesa per il 18 marzo, diventera' operativo, come ha annunciato oggi il sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura.
Una vera e propria rivoluzione sempre che non siano sollevate opposizione all'articolo che di fatto potrebbe risolvere un annoso problema della cittadina che investe moltissime zone della costa abruzzese.
Il problema semmai sarebbe quello del controllo e dunque della contestazione della infrazione e dunque del reato.
«Il comune di Silvi», ha sottolineato il primo cittadino, «e' stato il primo in Italia a intervenire in questo senso, sicuramente con una iniziativa particolare e originale. E se lo abbiamo fatto per difendere le famiglie che non ne possono piu' di vivere fianco a fianco con le prostitute. Non e' piu' possibile continuare a tollerare».
L'articolo 18 bis delle Norme tecniche di attuazione stabilisce che un immobile residenziale «e' quello avente tipologia edilizia idonea ad ospitare una o piu' persone e/o famiglie a fini abitativi, di qualsiasi tipo e natura».
Si verifica cambio di destinazione d'uso di un immobile residenziale situato nel centro urbano, prosegue l'articolo, «quando l'appartamento non viene utilizzato per fini e /o funzioni di residenza abitativa e quindi per civile abitazione ma per attivita' diversa e atipica, che comporta un maggior carico urbanistico».
Si verifica tale situazione quando uno o piu' soggetti che occupano a qualsiasi titolo l'unita' abitativa ricevono la visita di giorno e di notte e a turno di un numero indeterminato di persone. Esempio tipico e' quello della persona che fornisce una prestazione sessuale dietro riscossione di un compenso.
In tal caso si rientra nel novero della destinazione d'uso diversa da quella residenziale.
Rischiano, sulla base di questa norma, il proprietario dell'appartamento o chi ha stipulato il contratto di affitto e anche la prostituta che occupa l'appartamento e si puo' arrivare al sequestro dell'appartamento ai fini della confisca.
Secondo il primo cittadino di Silvi insomma «le abitazioni sono fatte per le persone e per i nuclei famigliari soprattutto, chi ne fa uso diverso quindi, per esempio lavorare, come fa la prostituta in maniera atipica, non può farlo all'interno di appartamenti destinati all'uso civico residenziale. Io, insieme al consiglio comunale, dovevo intervenire e abbiamo approvato questa norma che nasce da un'idea particolare; non potevamo permettere che un quartiere diventi a luci rosse».
«A questo punto – spiega il sindaco Vallescura – noi andremo a controllare e individuare la persona che all'interno dell'appartamento si prostituisce e di conseguenza sanzionare il proprietario dell'appartamento o chi ha affittato. A mio avviso, in questo modo, noi possiamo fermare tali attività che altrimenti non sono sanzionate in alcun modo dal legislatore nazionale. Il Sindaco Tosi a Verona ha contrastato ciò con un'ordinanza, io con una legge».
«Per individuare gli appartamenti – continua il sindaco – utilizzeremo qualsiasi mezzo; d'altronde non mancano elementi indicativi significativi come i residenti e le famiglie di quei complessi abitativi che soffrono il disagio di convivere con questa situazione e la denunciano ogni giorno. Silvi è una grande città – conclude Vallescura – con alta vocazione turistica, con quartieri residenziali belli, indicati per la famiglia. Questo atto nasce dall'urgenza e dal grido d'allarme che proviene da un intero quartiere, il quartiere Piomba, una zona bellissima di Silvi, che sta diventando un quartiere a luci rosse. Innanzitutto dobbiamo tutelare le famiglie che li risiedono, molti delle quali hanno investito lì e dunque non possono convivere con questa assurda situazione».
Il tempo dirà se l'iniziativa di sicuro nuova per l'Abruzzo possa davvero costituire una trovata geniale per limitare e arginare il fenomeno della prostituzione casalinga, spinto a livelli mai visti prima anche dalla diffusione di Internet.

13/03/2009 13.31