Legambiente lancia l'allarme: «allerta Pm10 a Pescara»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Già 26 giorni di superamenti di PM10 (polveri sottili) per il capoluogo abruzzese rispetto ai 35 annui consentiti. Trend molto negativo se proiettato a fine 2009. Negativo anche il quadro sull’inquinamento acustico.


Allerta PM10 a Pescara: si avvicinano i 35 giorni di superamenti annui consentiti. Secondo i nuovi dati, aggiornati al 10 marzo 2009, del dossier Mal'aria di Legambiente, Pescara in poco più di due mesi ha già raggiunto 26 giorni di superamenti di PM10, rispetto ai 35 annui consentiti dalla legge.
Dato davvero poco incoraggiante se si considera che il capoluogo abruzzese chiuse lo scorso anno con ben 74 giorni di superamento, superando quindi il doppio del limite di legge.
Il quadro diventa ancora più preoccupante se si proietta a fine anno il trend che sta facendo registrare la città di Pescara, che con questa tendenza rischia addirittura di peggiorare rispetto al 2008. Consideriamo inoltre che i primi due mesi dell'anno sono stati caratterizzati da frequenti piogge che possono comportare un abbassamento del livello di concentrazione di polveri sottili.

Con oggi si chiude la tappa abruzzese del Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzata con il contributo di Italgest Energia Pulita, Consorzio Ecogas e Assogasliquidi, che ha lo scopo di monitorare lo stato di inquinamento acustico ed atmosferico nelle città italiane e sensibilizzare sui temi ambientali come il buon uso dell'energia grazie a una mostra interattiva, incontri e dibattiti.

I MONITORAGGI

Confermano una situazione poco incoraggiante per l'aria di Pescara i dati dei monitoraggi effettuati dall'equipaggio del Treno Verde in due punti diversi della città.
Il primo monitoraggio effettuato in via Giovanni Bovio fornisce un dato pari a 62 microgrammi su metro cubo (micromètro/m3), superando dunque il limite giornaliero consentito dalla legge di 50 micromètro/m3, per concentrazione di polveri sottili. Rientra, seppur di poco, nel limite di legge il dato relativo al secondo monitoraggio effettuato in via Cesare Battisti: 45 micromètro/m3 .
Nei due giorni di monitoraggio sono state rilevate anche le concentrazioni di PM2,5, risultate in entrambi i casi pari al 22% del totale delle polveri misurate. Ricordiamo che il PM2,5, particelle con diametro decisamente minori rispetto al PM10 sono ancora più pericolose per la salute umana, proprio perché riescono a penetrare nel punto più profondo del polmone. A riguardo la normativa italiana prevede l'obbligo di misura del PM2,5 ma non fissa alcun limite di riferimento, mentre a fissarlo è la direttiva europea 2008/50/CE che stabilisce come limite annuo, e non giornaliero, 25 micromètro/m3 al 2010.

Ulteriori indicazioni sulla qualità dell'aria di Pescara emergono dalle 48 ore di monitoraggio effettuate dal laboratorio mobile dell'Istituto sperimentale RFI (Rete Ferroviaria Italiana) posizionato in Corso Vittorio Emanuele II, dalle ore 22 di lunedì 9 marzo alle ore 22 di mercoledì 11 marzo. Nell'unico giorno monitorato il valore delle polveri sottili risulta al di sotto del limite giornaliero di 50 micromètro/m3 , con un dato pari a 39 micromètro/m3. Ricordiamo che la pioggia può influenzare negativamente il risultato, comportando un abbassamento della concentrazione delle polveri sottili. Tutti gli altri inquinanti, biossido di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene e ozono, sono stati monitorati per 48 ore e i dati rilevati rientrano nei limiti di legge.

INQUINAMENTO ACUSTICO: «QUADRO NEGATIVO»

Molto negativo il quadro relativo all'inquinamento acustico. In entrambi i giorni di monitoraggio i valori sono sempre oltre il limite consentito sia di giorno che di notte: la rumorosità diurna fa registrare uno sforamento costante di 8 dB rispetto al limite, ancora più gravi gli sforamenti che vanno dai 10 ai 14 dB fatti registrare nelle ore notturne. Bisogna specificare che a Pescara non è ancora stato approvato un piano di zonizzazione, ma la zona delle misurazione può essere considerata fascia IV – “zona ad intensa attività umana” i cui limiti acustici sono 65 dB diurni e 55 dB notturni.
I dati finali relativi alla qualità dell'aria e ai livelli di rumore sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa, alla presenza di Giorgio Zampetti, coordinatore scientifico Legambiente, Angelo Di Matteo, presidente Legambiente Abruzzo, Bruna Di Domenico, direzione trasporto regionale Abruzzo Trenitalia, Vittorio Valentini, responsabile laboratorio mobile RFI, Luigi De Collibus, direttore regionale settore trasporti e mobilità Regione Abruzzo e Salvatore Piccolo, responsabile settore automobili Assogasliquidi.

FOTOGRAFIA DESOLANTE

«La fotografia scattata in questi giorni di monitoraggio dal Treno Verde – dichiara Angelo Di Matteo, presidente Legambiente Abruzzo - conferma la tendenza negativa della centralina ARTA di via Sacco, che dall'inizio dell'anno al 10 marzo fa registrare già 26 superamenti. Il maggior responsabile della diffusione nell'aria delle polveri sottili resta sempre il traffico cittadino. E' necessario ridurre il numero delle auto circolanti, puntando sul trasporto alternativo per rendere più vivibile la nostra città».
Ancora troppo elevato il numero di spostamenti in città ed extracomunali su gomma, registrati soprattutto nell'area metropolitana Chieti – Pescara, che interessa il 50% di tutto il traffico regionale. Basta pensare che la metà dei cittadini, secondo dati ufficiali della Regione, si sposta con auto private e solo l'1,5 % su ferro.
«Non possiamo continuare in questa direzione, per questo chiediamo alla futura amministrazione che si attivino politiche concrete, efficaci e studiate ad hoc per il nostro territorio che non possono essere affrontate senza un piano regionale integrato dei Trasporti, che Pescara e l'Abruzzo da troppo tempo attendono».
Vittorio Valentini, responsabile del Laboratorio Mobile di RFI commenta così i risultati delle indagini sull'inquinamento acustico a Pescara: «nell'arco delle due giornate di misurazione, la componente principale che contribuisce ad aumentare i livelli di rumore è un traffico veicolare, composto prevalentemente da mezzi leggeri, ma sostenuto durante tutto l'arco delle 24. Per quanto concerne l'inquinamento atmosferico è lecito sottolineare che nonostante le condizioni atmosferiche avute nei due giorni di monitoraggio non siano state favorevoli alle rilevazioni si nota come le concentrazioni di inquinanti più elevate si registrano nelle ore 7/10 e 18/20, in cui si hanno maggiori flussi di autoveicoli, indicando quindi una correlazione diretta tra traffico veicolare e inquinamento atmosferico».
«Da anni Legambiente propone interventi immediati ed efficaci per combattere l'inquinamento atmosferico e rendere più vivibili le città – conclude Giorgio Zampetti, coordinatore scientifico Legambiente – ampliamento delle ztl, protezione delle corsie preferenziali, piste ciclabili protette, car sharing, car pooling, intermodalità e potenziamento dei mezzi pubblici, partendo da un aumento delle corse metropolitane. I mezzi alternativi all'automobile privata non solo permettono una forte riduzione dell'inquinamento, ma anche delle spese».

12/03/2009 12.17