Il Ponte della discordia. Masci, «violate le regole per costruire l’ecomostro»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Non scemano le polemiche sul Ponte del Mare. L’assessore Masci continua a parlare di «regole violate». «Il Comune va avanti e ci ritroveremo a vita questo ecomostro».DEL VECCHIO: «MASCI…CHE LIVELLO BASSO»



PESCARA. Non scemano le polemiche sul Ponte del Mare. L'assessore Masci continua a parlare di «regole violate». «Il Comune va avanti e ci ritroveremo a vita questo ecomostro».

DEL VECCHIO: «MASCI…CHE LIVELLO BASSO»Nei giorni scorsi il vice sindaco Camillo D'Angelo ha detto chiaramente che i lavori del Ponte andranno avanti, perché tutto è in regola.
Ma l'assessore regionale agli Enti Locali Carlo Masci non molla la presa e torna all'attacco. «Mi piacerebbe vivere in una città ed in una regione dove il rispetto delle regole sia al primo posto in una ideale scala di valori», ha detto ieri. «Invece, quel ponte del mare in costruzione a Pescara rappresenta una violazione palese delle norme del codice civile».
L'assessore non va per il sottile e si mostra apertamente critico nei confronti dell'amministrazione comunale di Pescara.
«Oggi ad essere lesi sono i diritti della Regione che è proprietaria della confinante area dell'ex Cofa - sottolinea l'assessore - ma non è questo il punto. Avrebbe potuto essere coinvolto qualsiasi altro soggetto e la sostanza non sarebbe cambiata. Come si può ben comprendere, infatti, non si pone un problema meramente politico ma di ripristino di una sana amministrazione. Troppe volte siamo stati testimoni di abusi architettonici ed urbanistici - rimarca Masci - che poi sono stati salvati in nome di un incomprensibile dovere di salvaguardia dell'esistente».
Secondo l'assessore Masci, «l'accelerazione dei lavori dimostra solo la volontà dell'amministrazione comunale di Pescara di mettere tutti di fronte al fatto compiuto e così rischiamo di ritrovarci una sorta di "ecomostro" a due passi dal mare. Se è questo l'esempio che vogliamo offrire ai giovani, io non ci sto né come assessore regionale, né come cittadino di Pescara».

AN: «D'ANGELO FA SPARIRE I DOCUMENTI»

«Dopo il ‘caso' del certificato medico del sindaco D'Alfonso, che il vicesindaco-Harry Potter ha fatto sparire in una busta sigillata – ha contestato Alleanza Nazionale –, ora lo stesso vicesindaco è impegnato a far sparire le note con cui la Regione Abruzzo, quando ancora era governata dal centrosinistra e dal presidente Del Turco, aveva contestato le gravi irregolarità compiute ai danni della proprietà regionale, l'ex Cofa, nella costruzione del ponte ciclo-pedonale, invitando la stessa amministrazione comunale a ‘soprassedere' da tali lavori».
« Purtroppo per il vicesindaco – ha proseguito Alleanza Nazionale – non si può ‘occultare' che la Procura della Repubblica di Pescara si sta già occupando di tale appalto che, stando a una prima visione dei documenti, sarebbe stato aggiudicato a una ditta di Francavilla al Mare, la stessa che associata con un'impresa di Frosinone, si è vista affidare anche la gara per il Project Financing dei cimiteri, altro appalto nel mirino della Procura. E siamo perlomeno sconcertati dal tentativo del vicesindaco di minimizzare la quotidiana presenza in Comune degli organi inquirenti che acquisiscono atti e documenti, lo stesso tentativo portato avanti appena due anni fa dal sindaco D'Alfonso dopo i primi sequestri».

DEL VECCHIO: «MASCIA…CHE LIVELLO BASSO»

«Definire “ecomostro” il Ponte del Mare rappresenta il livello più basso che l'assessore Carlo Masci potesse toccare per dimostrare la sua totale avversità ideologica e politica ad una delle opere identitarie di questa città e che sicuramente non porta la sua firma». Questo è il commento del consigliere del Pd Enzo Del Vecchio.
«A sottolineare il valore architettonico e culturale che l'opera rappresenta non siamo solo noi amministratori della città di Pescara che l'abbiamo resa possibile, ma attestazioni del valore del Ponte arrivano da ambienti neutri e qualificati come quelli dell'Università non solo di Pescara».
Per Del Vecchio il «fervore» di questi giorni che l'assessore Masci ripone in questa «sua personale battaglia», va ricercato, «oltre che alla sua malcelata aspirazione di tornare a candidarsi alla guida della città, anche nei fallimenti che la Regione Abruzzo ha cominciato a cogliere per opera del governo nazionale».

12/03/2009 8.15