Di Properzio: un abuso grande quanto un palazzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Di Properzio: un abuso grande quanto un palazzo
MONTESILVANO. E’ possibile costruire un intero palazzo su un’area verde (dunque totalmente abusivo) ma con “regolare” concessione edilizia senza accorgersene? A Montesilvano è possibile.
La storia e di quelle emblematiche che ancora una volta proliferano nel terreno della speculazione edilizia. Abbiamo già parlato nelle scorse settimane di come sia problematica la situazione degli abusi edilizi e di come il Comune abbia migliaia di pratiche inerenti segnalazioni di presunti irregolarità totalmente inevase, permettendo di fatto sia la permanenza che la moltiplicazione incontrollata del cemento abusivo.
C'è poi un aspetto organizzativo che il Comune ha voluto adottare che sembrerebbe aver ulteriormente rallentato la verifica dei presunti abusi segnalati con gli esposti.
Ma succede anche che qualche volta, proprio dopo le segnalazioni, partano le adeguate verifiche.
E' quello che è successo per il complesso edilizio di via Finlandia dell'imprenditore Stefano Di Properzio.
La maggior parte delle costruzioni è stata sequestrata dalla squadra mobile nell'ambito dell'inchiesta Ciclone mentre un palazzo è stato risparmiato. Proprio su questo si concentra la verifica dell'ufficio tecnico del Comune.
Il 10 dicembre scorso i geometri Massimiliano Erasmi, Alessandro Salerni, accompagnati dal maresciallo della polizia municipale Lucio Cirone, hanno effettuato il sopralluogo anche alla presenza dei rappresentanti della ditta costruttrice.
Il palazzo risulta, dunque, di proprietà della società Costruzioni Immobiliari Di Properzio srl, mentre il progettista è l'architetto Massimo Palladini, il direttore dei lavori l'architetto Francesco Sciarretta.
Nel verbale stilato dopo il sopralluogo si legge che i lavori risultano essere quasi ultimati mancando ancora le opere di tinteggiatura interna, la posa in opera dei sanitari e altre piccole rifiniture.
Il verbale poi elenca una lunghissima serie di irregolarità e «difformità rispetto al permesso di costruire» rilasciato nel maggio del 2006.
Si parte dal piano interrato e si segnala una diversa sagoma esterna, una diversa disposizione di due vani scala condominiali, una diversa ubicazione dei relativi ascensori di servizio, così come l'altezza utile interna risulta essere difforme.
Anche al piano terra vengono segnalate ulteriori difformità rispetto al permesso di costruire dunque sostanzialmente abusi.
L'elenco è lungo e riguarda anche il primo, secondo, terzo, quarto, quinto piano ma anche il sesto ed il sottotetto.
I solerti ispettori precisano poi che vi sono nove unità non abitative al piano sottotetto le quali sono tutte dotate di impianto video citofonico, impianto di riscaldamento autonomo con caldaia esterna, antenna tv e ogni altro tipo di conforto; un particolare che non è sfuggito visto che quegli ambienti sarebbero sulla carta non abitabili.
Viene contestato ulteriormente l'altezza totale del fabbricato che anche in questo caso non sarebbe conforme alle norme.
Tale relazione viene poi inviata dal dirigente del quinto settore, Gianfranco Niccolò, al dirigente competente del X Settore, Costantino Di Donato, per i provvedimenti che si ritiene opportuni circa le violazioni evidenziate.
Di Donato nella sua risposta evidenzia immediatamente il ritardo con il quale gli atti sono giunti e poi fa una scoperta incredibile.
Se nel verbale erano elencati in maniera dettagliata delle difformità relative al permesso di costruire, al punto due si poteva tuttavia leggere che: «l'area in oggetto ricade all'interno del piano particolareggiato 1 (PP1) in zona destinata a verde pubblico».
Con una delibera del 2004 però è stata provata l'adozione della variante che destina l'area a «zona residenziale di nuovo impianto».
Le ultime due righe del verbale recitano: «si precisa che la suddetta variante in adozione non è stata tutt'oggi definitivamente approvata ovvero risulta non essere vigente».
Che cosa significa?
Significa che formalmente il palazzo oggi insiste su un'area a verde pubblico e, dunque, sarebbe totalmente abusivo proprio perché la variante non è mai stata portata a termine e mai stata adottata.
Un “particolare” evidenziato proprio nella lettera del dirigente Di Donato che fa presente al suo collega di come sia sostanzialmente inutile guardare le singole difformità al permesso di costruire quando è lo stesso permesso che dovrebbe essere revocato perché «rilasciato indebitamente».
Insomma, ora potrebbero nascere problemi seri per quello stesso stabile che comprende diverse decine di appartamenti -alcuni già venduti- e che di fatto oggi potrebbe essere totalmente abusivi e dunque a rischio abbattimento.
Di tutto questo, tuttavia, nessuno si era accorto fino a pochi giorni fa.

11/03/2009 9.13

IL COMMENTO DI FORZA NUOVA

«Trovo comico e nello stesso tempo raccapricciante», ha detto Marco Forconi, «che ci si accorga solo oggi di un palazzo costruito non solo privo di regolari requisiti abitativi ma addirittura eretto in un'area destinata al verde pubblico. Questo mi porta a pensare una cosa ben precisa e cioè che vi sia da parte degli attuali amministratori locali una sorta di compiacenza nei confronti di alcuni imprenditori edili affinchè possano, in maniera indisturbata e senza ostacoli, procedere come nel passato alla distruzione della città attraverso un nuovo livello, seppur più nascosto e furbo rispetto a quello antecedente, di cementificazione selvaggia».


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