Disagio Mentale: venti ragazzi protestano chiedendo il ricovero

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

711

PESCARA. Fissato per lunedì l’incontro con il responsabile del dipartimento Asl per risolvere il problema delle borse lavoro


Venti ragazzi affetti da disagio psichico si sono presentati al Dipartimento salute Mentale della Asl di Pescara chiedendo di essere ricoverati.
Si è trattato di una forma di protesta contro il blocco delle borse lavoro fissato per il 16 marzo. L'allarme era stato già lanciato pochi giorni fa, durante la riunione della Consulta Provinciale Disagio Mentale presieduta da Camillo Sborgia.
I ragazzi, accolti da un assistente sociale, sono stati rassicurati e hanno ottenuto un appuntamento per lunedì con il responsabile del dipartimento salute mentale della Asl pescarese.
«Le borse lavoro – ha detto il Presidente della Commissione provinciale Affari Sociali e Sanità Camillo Sborgia – hanno una forte funzione riabilitativa. Nella Asl di Pescara sono 70 i ragazzi che ne usufruiscono. Con una spesa di qualche centinaio di euro, i ragazzi con disagio mentale vengono impiegati nelle strutture pubbliche e private apportando il loro contributo. Se le borse non dovessero essere rinnovate, ne deriverebbe un grave danno per gli utenti e per le loro famiglie».
Camillo Sborgia ha già esposto il problema al presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi.
«L'esperienza delle borse di lavoro è stata assai positiva dal punto di vista riabilitativo e del reinserimento sociale per tanti disabili psichici.
Si tratta di uno strumento da estendere non da tagliare».
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere di Rifondazione, Maurizio Acerbo che ha detto: «Non è possibile risparmiare in un campo come questo.
La sospensione e il mancato rinnovo delle borse lavoro è immorale perchè significa demoralizzare gli sforzi di utenti e famiglie, spegnere una luce di speranza e generare soltanto demoralizzazione.
Sulla pelle dei malati psichiatrici si sono fatti affari per decenni costruendo imperi economici che hanno determinato anche la crisi finanziaria della Regione. Non è tollerabile che siano i malati a pagare le conseguenze del malaffare politico che ha generato il gigantesco deficit della sanità regionale.
Inoltre la cessazione delle borse lavoro non ha senso neanche dal punto di vista economico».


10/03/2009 15.03