La biblioteca donata nel degrado: battaglia legale tra Comune e famiglia Durini

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BOLOGNANO. Montagne di volumi preziosi, testi autografi, antiche pergamene erano il tesoro dei Baroni Durini. L’intera biblioteca, donata al Comune di Bolognano, ora è stata trovata in «condizioni disumane» in mezzo alla spazzatura e ai topi.

BOLOGNANO. Montagne di volumi preziosi, testi autografi, antiche pergamene erano il tesoro dei Baroni Durini. L'intera biblioteca, donata al Comune di Bolognano, ora è stata trovata in «condizioni disumane» in mezzo alla spazzatura e ai topi.
Il tutto avviene in una sede del Comune che contiene i volumi donati da Lucrezia De Domizio Durini. La baronessa ha denunciato il sindaco di Bolognano, Sarra Silvina «per aver lasciato tutto in totale abbandono».
La biblioteca di inestimabile valore è scampata alla guerra, ma non è riuscita a sopravvivere all'incuria della politica.
A rimetterci è solo l'interesse dei cittadini.
Era stata donata dalla baronessa Lucrezia De Domizio Durini al Comune di Bolognano per volere del marito, il barone Giuseppe Durini.
La biblioteca conteneva rari volumi dal 1500 al 1900, testi autografi di Benedetto Croce, documenti medievali, rare edizioni di testi antichi e pergamene di grandissimo valore.
Quando la biblioteca stava nel palazzo Durini «era meta di molti studiosi e ricercatori che ne chiedevano la consultazione», ha ricordato la baronessa.
Insieme ai preziosi libri, la famiglia Durini aveva donato anche gli scaffali per tenere in ordine la biblioteca.
La baronessa Lucrezia De Domizio, a otto anni dalla donazione, ha scoperto «con grande dolore», entrando nella vecchia sede del Comune, che tutta la documentazione era in totale abbandono: libri buttati a terra, mangiati dai topi, semidistrutti.
Un episodio che sembra metafora del posto che, nella società moderna, è occupato dalla cultura. Senza dubbio un brutto colpo per una persona come la baronessa che ha dedicato una vita all'arte e alla cultura, apprezzata a livello internazionale per la sua attività operativa.

LA STORIA NEGLI ANNI

La biblioteca venne donata al Comune di Bolognano nel 2000 quando l'amministrazione era del sindaco Claudio Sarmiente.
Nel 2003 il Comune si trasferì in una nuova sede, lasciando la biblioteca nel vecchio municipio. Nel 2004 si insediò il nuovo sindaco Sarra Silvina, di una lista civica di centrosinistra.
La storia recente invece racconta che la baronessa, qualche giorno fa, è entrata nella vecchia sede del Comune e alla sola vista dello stato pietoso in cui sono tenuti i libri, si è sentita male.
Ha chiamato in Comune ma nessun delegato del sindaco si è recato sul posto per verificare l'accaduto.
La baronessa ha quindi chiamato i carabinieri ed ha sporto denuncia contro il sindaco perché «non all'altezza di distinguere i beni dell'umanità». Lo stato di abbandono è stato definito uno «scempio disumano» dalla baronessa che non ha voluto parlare della storia per telefono come se raccontarla le acuisse il dolore. «Vi mando tutti i documenti ma non me ne faccia più parlare» ha dichiarato con tono addolorato a PrimaDaNoi.it.

IL COMUNE:«LA RESPONSABILITA' NON E' NOSTRA»

Il vice sindaco, Fabio Di Peco, dal canto suo, ha risposto a PrimaDaNoi.it dichiarando che «la responsabilità non è di questa amministrazione».
Il vicesindaco, che ha accettato di parlare al posto del sindaco, ha dichiarato di non voler addossare tutte le colpe alla vecchia amministrazione, ma con tono deciso ha asserito «colpa nostra non è». D'altra parte la mancanza di carte giocherebbe a favore dell'amministrazione.
Dal Comune hanno fatto sapere che non esisterebbero delibere che attestino l'avvenuta donazione. Non sono saltate fuori finora, ma le stanno cercando.
«Probabilmente esiste una delibera di giunta, ci stiamo muovendo», ha assicurato Fabio Di Peco. L'amministrazione comunale non ci sta alle denunce della baronessa Lucrezia De Domizio e ha annunciato che martedì darà mandato legale per difendersi in questa storia.
A loro difesa ci sarebbe anche l'idea, già in cantiere, di un progetto per una biblioteca del Parco della Majella, adatta per ospitare eventualmente la biblioteca Durini. Una futura location per i preziosi testi c'è, la donazione ci fu, ma le carte che la attestano non saltano fuori. Verrebbe da chiedersi, se il Comune davvero non ha le carte, la biblioteca ad oggi di chi è?

La segreteria provinciale di Forza Nuova ha annunciato denunce sia alle competenti autorità giudiziarie (alla Procura della Repubblica di Pescara, alla Procura presso la Corte dei Conti e alla Corte dei Conti), che a quelle competenti in materia di tutela dei beni librari ed archivistici (Soprintendenze).
«Chiederemo», i legge in una nota, «alle autorità una minuziosa analisi di tutti i beni artistici, storici, archivistici (archivio storico) e bibliotecari (fondi comunale e fondo della “donazione Durini”), a pieno titolo di proprietà comunale, con le relative verifiche che ne supportino i carichi in regolari trascrizioni sulle scritture contabili (inventari e bilanci), in mancanza delle quali chiederà fortemente che si proceda esemplarmente per via giudiziaria.»


Manuela Rosa 06/03/2009 11.23