D’Angelo:«sgomenti per i fondi al film sul terrorista che uccise Alessandrini»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Un milione e mezzo di euro del ministero della Cultura per finanziare il film su Sergio Segio, ex terrorista non pentito.
Il film, per la regia di Renato De Maria costerà 5 milioni di euro e sarà prodotto da Andrea Occhipinti della Lucky Red con l'appoggio di Sky e Raicinema.
I protagonisti saranno Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno che interpreteranno i “fidanzatini del terrorismo”: lui Sergio Segio, lei, Susanna Ronconi, la ragazza veneziana figlia di un ufficiale dell'aeronautica e che fu tra i fondatori delle Brigate Rosse e poi partecipò all'avventura sanguinaria di Pl.
Proprio il cospicuo contributo statale ha creato polemiche. Ieri anche il sindaco facente funzioni di Pescara, Camillo D'Angelo, ha espresso il suo disappunto.
«Sono sgomento», ha detto, «per la notizia del finanziamento statale da parte del Ministero dei Beni Culturali alla realizzazione di un film tratto dal libro 'Una vita in prima linea' il cui autore è Sergio Segio, il terrorista che ha ucciso, tra gli altri, il magistrato Emilio Alessandrini».
«Risulta anche incredibile il fatto che il Comune di Milano, almeno inizialmente avesse deciso di patrocinare questa impresa - ha aggiunto D'Angelo - città che in quegli anni ha visto morire anche il giudice Guido Galli, il brigadiere Francesco Rucci e William Waccher. Film cui è difficile riconoscere un valore artistico e che manca sicuramente di sensibilità».
Secondo D'Angelo «per uno Stato, per una pubblica amministrazione, appare immorale in linea di principio che l'assassinio e la violenza divengano fonti di arricchimento e di notorietà. Ciò è ancora più grave se si considera che tutto questo avviene in un Paese dove le famiglie di quelle vittime vivono e ne coltivano la memoria e il ricordo».
Sconcertato anche il figlio del giudice, Marco Alessandrini: «non ho problemi che si faccia un film sugli anni 70 ma ho letto la sceneggiatura e i terroristi sono raccontati come eroi romantici». Alessandrini contesta anche il contributo pubblico e teme che la presenza di due protagonisti così amati come Scamarcio e la Mezzogiorno possano mandare messaggi sbagliati su cosa siano stati effettivamente quegli anni.

06/03/2009 9.18