Ecco la mozione di sfiducia a De Felice e la situazione di cassa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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I DOCUMENTI. FRANCAVILLA. Non si è parlato solo della sfiducia al presidente Carlo De Felice, già Udc ed ora Pdl, nel consiglio comunale di Francavilla al mare. * IL TESTO DELLA MOZIONE DI SFIDUCIA A DE FELICE
I consiglieri di Centrodestra hanno occupato la scena del dibattito («a conferma della faziosità del presidente», ha chiosato Vincenzo Di Lorenzo, capogruppo del Pd) approfittando dell'occasione per contestare il sindaco Di Quinzio ed il suo immobilismo. Tanto che la giornata di lunedì si è trasformata da processo a De Felice a processo al sindaco e ai dieci mesi di sua amministrazione.
A sostenere l'accusa soprattutto Carlo Matricardi (più impietoso:«andiamocene tutti a casa»), Daniele D'Amario (più estroverso ed efficace:«nemmeno le strisce per i parcheggi sei riuscito fare»), e Giuseppe Pellegrino, più velenoso e con qualche sassolino da togliersi dalle scarpe.
Carnevale, problemi con il personale, manutenzione delle strade, liti in Giunta, defenestrazione di alcuni assessori, lamentele infondate sui buchi nei conti e chi più ne ha più ne metta: tutto in un calderone di ricordi di cene (la cena sembra l'attività prevalente di molti consiglieri), di accordi più o meno segreti, di sms spediti e ricevuti, di segnalazioni inevase (Manuel De Monte ha scritto una ventina di lettere al sindaco) e di ricostruzioni tra il serio ed il faceto (Francesco Todisco).
Il clou della contestazione è stato però il momento in cui Giuseppe Pellegrino, ex assessore alle finanze e candidato sindaco sconfitto, ha preso la parola:«si parla sempre di soldi che mancano – ha spiegato – eppure io ho fatto una verifica di cassa a maggio e nelle casse del Comune c'erano 2 milioni e 268 mila euro di attivo. Ad ottobre scorso, dopo 5 mesi, c'era invece un passivo di 2 milioni e 264 mila euro. Che ci hai fatto con i soldi, caro Nicolino? Si tratta di 4 milioni e mezzo».
Il sindaco ha preso nota e si è riservato di rispondere, anche se ha ribadito che la situazione dei conti è gravemente confusa e non consente di stare tranquilli.
«Ma che dici - ha insistito Pellegrino – parli di swap e di rinegoziazione dei mutui svantaggiosi per Francavilla. Informati bene: i mutui rinegoziati e lo swap hanno prodotto 600 mila euro di interessi a vantaggio delle casse comunali. E se si rinegoziano oggi si possono fare a costo zero».
Insomma quello dei conti, secondo l'opposizione, sarebbe un falso allarme, anche se in apertura di seduta l'opposizione stessa ha fatto slittare ad altro consiglio la nomina dei consulenti finanziari dell'amministrazione, chiamati a fare luce sulle spese e sui mancati incassi. Insomma mentre il Titanic affonda, si balla sul ponte.
Sebastiano Calella 05/03/2009 8.46


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IL TESTO DELLA MOZIONE DI SFIDUCIA A DE FELICE


AL PRESIDENTE del CONSIGLIO COMUNALE
di Francavilla al mare

I sottoscritti Consiglieri Comunali di Francavilla al mare, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 18 e segg. del Nuovo regolamento per la convocazione, le adunanze ed il funzionamento del Consiglio Comunale sottopongono al Consiglio Comunale la seguente
MOZIONE
avente ad oggetto la:
revoca della nomina del Presidente del Consiglio Comunale.
La mozione muove dalle seguenti considerazioni:

1)- E' noto come la previsione legislativa del testo unico degli enti locali riservi ampi margini al potere di autorganizzazione dell'ente locale, che può variamente definire il regime di stabilità del Presidente dell'ente.
E' altresì noto come, in ossequio a detto principio, il 5 comma dell'art. 19 del vigente Statuto comunale così reciti: “....Il Presidente ed il Vice Presidente del Consiglio Comunale non possono appartenere alla stessa area di maggioranza; l'uno o l'altro deve essere scelto tra i consiglieri di minoranza” e che il successivo 6 comma così disponga: “...essi possono essere revocati con mozione motivata dal Consiglio comunale ed a maggioranza assoluta dei voti”.
In tale contesto, del tutto evidente appare il palese contrasto della situazione oggi esistente presso il Comune di Francavilla al mare rispetto a dette norme staturarie (della cui legittimità ed efficacia, per quanto sopra detto, non è lecito dubitare) laddove è pacifico che le due cariche (quella di Presidente da Lei vantata) e quella di Vice-Presidente (riservata al dr. Valerio Baldassarre) risultano ricoperte da esponenti del medesimo partito politico di (dichiarata e manifesta) comune appartenenza (nello specifico il PDL), ed attualmente rappresentante lo schieramento di c.d. “opposizione”.
La grave ed ingiustificata anomalia va, dunque, rimossa.
2)-passando in particolare alla disamina delle motivazioni che inducono gli scriventi a proporre la revoca della Sua nomina (soluzione senz'altro idonea a risolvere la accennata discrasia), va preliminarmente sottolineato come, allorchè si è proceduto a conferirLe detta carica, la scelta dei consiglieri che a suo tempo costituivano la c.d. “maggioranza” (composta dal gruppo del PD, forte di sei consiglieri, dal gruppo IDV, con un consigliere e dal gruppo UDC, comprendente cinque consiglieri) si sia basata sopratutto (se non esclusivamente) su di una affidabile prognosi di Sua imparzialità che con il tempo, purtroppo, si è rivelata infondata.
3)-l'iniziale felice connubio, invero, è continuato senza fatti degni di annotazione sino a quando, nel mese di novembre 2008, Lei ha ritenuto di convocare una conferenza stampa nel corso della quale ha ufficializzato il Suo desiderio (per molti versi non inaspettato) di confluire nel PDL, circostanza ribadita nel corso del primo Consiglio Comunale svoltosi allorchè, con una buona dose di arroganza politica, ha candidamente ribadito ai presenti la sua (legittima ma non condivisibile) decisione accompagnata da una tanto incredibile quanto ingiustificata dichiarazione di voler comunque restare in “maggioranza”, omettendo, però, di offrire adeguate motivazioni a supporto e comunque ad aprire sul punto il giusto contraddittorio;
4)- sono poi seguite innumerevole Sue condotte (realizzate all'interno del consiglio e in altre sedi – vedi infra), attraverso le quali Lei ha posto in essere comportamenti finalizzati a favorire senza mezzi termini il gruppo di minoranza, così concretizzando un atteggiamento incompatibile con il ruolo istituzionale super partes che la legge attribuisce al Presidente del Consiglio comunale.
5)-in particolare Lei: a)-con comportamento grave e sintomatico del venir meno dell'equidistanza dalle posizioni politiche in campo, propria della carica che ricopre, ha dichiarato nel corso del predetto Consiglio Comunale che da quel momento suo compito principale sarebbe stato quello di “traghettare” (il termine, come potrà evincersi dalle registrazioni effettuate, è proprio quello da Lei usato nell'occasione) altri autorevoli esponenti della maggioranza verso il PDL; b)-ha permesso il prolungamento, oltre la soglia oraria prevista dal vigente regolamento, di interpellanze, interrogazioni e mozioni strumentalmente presentate dai consiglieri di opposizione, così determinando l'impasse del funzionamento del Consiglio Comunale; c)-ha immotivatamente omesso di accogliere le richieste avanzate dai componenti della maggioranza, convocando le conferenze dei capi-gruppo e (quasi tutti) i consigli comunali in orari incompatibili con i notori impegni dai quali i richiedenti erano gravati e derivanti dalle (libere) professioni dagli stessi svolte; d)-ha assunto comportamenti volti ad incidere, con forte peso, sulla dialettica del consiglio, attraverso dichiarazioni alla stampa e condotte che mettono in discussione il ruolo garantistico proprio della figura del Presidente; e)-ha reso in data 18.11.2008 una dichiarazione ampiamente diffusa dalla stampa, nella quale ha tra l'altro affermato, proprio nella qualità di Presidente del Consiglio Comunale che: “....con questo gesto non faccio altro che puntualizzare il distacco da una sinistra che ho sempre inteso combattere....” così dimostrando, ammesso che ce ne fosse ancora bisogno, che la più volte citata scelta politica è stata compiuta con piena consapevolezza circa gli obiettivi di “parte” da seguire e raggiungere.
6)- Trattasi, come è del tutto evidente, di comportamenti assolutamente gravi e tendenti a rendere difficoltosa l'attività dei consiglieri di maggioranza, finalizzati unicamente ad agevolare il compito della minoranza, e comunque assunti con effettiva violazione di regole comportamentali connaturate alla carica di garante della corretta dinamica politico-amministrativa dell'ente comunale e dimostrativi della sopraggiunta (e certamente involontaria ma non per questo meno colpevole) incapacità di consentire il pieno e corretto dispiegarsi delle opzioni emerse all'interno delle istituzioni comunali, con conseguente rottura dell'originario rapporto di fiducia. In ogni caso non pare possa seriamente porsi in dubbio che tali comportamenti siano effettivamente idonei a minare la fiducia del Consiglio Comunale nella Sua capacità, quale Presidente, a svolgere correttamente e imparzialmente il proprio ruolo.

7)- alla luce delle superiori argomentazioni la auspicata revoca della Sua nomina appare del tutto legittima dovendosi escludere che la stessa sia basata su scelte di natura meramente politica, essendo invece piuttosto evidente come primaria importanza nell'adozione di tale misura, acquistino le citate modalità di espletamento delle funzioni di Presidente.

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Per questi motivi che meglio ci si riserva di illustrare nel corso del convocando consiglio comunale, e nella consapevolezza che la funzione del Presidente del Consiglio Comunale non sia strumentale all'attuazione di un determinato indirizzo politico, ma al corretto funzionamento dell'istituzione in quanto tale, sulla presente proposta gli scriventi chiedono che detto organo comunale si esprima con conseguente adozione di ogni conseguenziale provvedimento.

Francavilla al mare 29.01.2009