Ciba: «prima di approvare il Prg portuale acquisire il Via»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Prima di approvare il Piano regolatore portuale chiediamo che l’amministrazione comunale acquisisca la Valutazione di impatto ambientale relativa agli effetti che le nuove opere previste in mare produrranno sulla costa».

Lo ha ribadito ieri il Consiglio Direttivo del Consorzio Imprese Balneari dell'Adriatico (Ciba) che ha preso parte alla Commissione consiliare Ambiente, convocata dal presidente Sorgentone. Presenti per il Ciba il presidente Stefano Cardelli e il consigliere Riccardo Ciferni che sono stati chiari: «non possiamo pensare di rimediare a un errore, quello della diga foranea, con un male ancora più grande».
«Negli ultimi giorni – ha precisato Cardelli nel corso della Commissione – il Direttivo del Ciba ha avuto modo di approfondire, con i propri consorziati, alcuni aspetti del Piano regolatore portuale che ha inevitabilmente sollevato molte perplessità e preoccupazioni, condivise anche dalle principali associazioni di categoria degli armatori e pescatori della città».
I principali dubbi riguardano la prevista realizzazione della nuova darsena per i pescherecci a nord, un'opera che, in un sol colpo, cancellerà almeno cinque concessioni balneari (dalla Madonnina verso nord) i cui titolari non sono stati né avvisati né tantomeno contattati dall'amministrazione comunale.
«Sicuramente», ha detto Cardelli, «condividiamo la necessità di prolungare l'imbocco del fiume, allungandolo verso est, oltre la diga foranea per superare quello sbarramento che è stato, indiscutibilmente, la causa di quell'inquinamento che oggi ci ritroviamo sulla costa, opera che pure è stata necessaria per proteggere dalle correnti i pescherecci che devono rientrare in porto. Ma è chiaro che oggi non si può pensare, progettare o ipotizzare di gettare in mare altro cemento, di costruire nuove barriere, nuovi porticcioli, addirittura di deviare il corso del fiume, senza prima conoscere quali saranno gli effetti di tali interventi sulla costa: non sappiamo come si modificheranno le correnti, se si aggraverà il fenomeno dell'erosione del litorale, e non sappiamo se quella nuova darsena per i pescherecci si insabbierà come oggi accade al porto canale».
Preoccupazioni, ha ricordato il presidente, già espresse formalmente dalla marineria che, con un proprio consulente, ha fatto pervenire all'amministrazione le proprie osservazioni e controdeduzioni al Piano regolatore portuale.
Secondo la marineria, ad esempio, l'imboccatura della nuova darsena non è sufficientemente protetta, e lo stesso porto non sarà abbastanza ampio per ospitare tutta la flotta peschereccia che oggi conta imbarcazioni lunghe oltre 35 metri.
Chiara dunque la posizione espressa dai balneatori del Ciba in Commissione Ambiente: «chiediamo all'amministrazione comunale un ulteriore approfondimento di quel Piano prima di approvare qualunque documento; in caso contrario i balneatori del Ciba sono pronti a schierarsi con la marineria contro la realizzazione delle opere previste nel documento urbanistico».

04/03/2009 9.59