D’Angelo, «sconcertato per i nuovi avvisi di garanzia»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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D’Angelo, «sconcertato per i nuovi avvisi di garanzia»
PESCARA. Dopo i nuovi avvisi di garanzia recapitati ieri a tre dirigenti comunali, nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti e appalti pilotati, il vice sindaco Camillo D’Angelo si dice «sconcertato». E assicura: «piena fiducia nell’operato dei dirigenti comunali». Per il centrodestra è ora che «il centrosinistra vada a casa».
Una nuova batosta per il Comune dopo l'ennesimo blitz di ieri della polizia per acquisire documenti utili. Ennesima batosta perché sono stati notificati altri avvisi di garanzia. E lavorare con tranquillità, ha detto il vicesindaco, adesso è diventato quasi impossibile.
Nei giorni scorsi altri “raid” degli agenti per sequestrare altra documentazione inerente il ponte del mare.
L'assessore D'Angelo però non demorde ed ogni giorno è costretto a schivare qualche colpo. Ieri, dopo lo sconcerto iniziale, ha voluto che nel comunicato ufficiale da diramare alla stampa emergesse, soprattutto, la fiducia per i suoi uomini.
«Sono consapevole della professionalità e della serietà delle persone in questione, confermiamo la nostra piena fiducia nell'operato da loro portato avanti fino ad oggi a vantaggio della città e dei pescaresi».
Il vice sindaco ha spiegato anche che questa nuova iniziativa giudiziaria «non può non sorprenderci, considerato il fatto che i provvedimenti siano stati comminati a ben due anni di distanza dall'apertura dell'inchiesta sulla riqualificazione delle Aree di Risulta, a carico di dirigenti che hanno fatto parte della commissione di gara per l'affidamento dei lavori, gara che nella fase di prequalifica, aveva visto la partecipazione di nove ditte di livello internazionale e che si è chiusa con la presentazione di offerta da parte di una sola di esse, impresa che in una fase successiva ha ritenuto di rinunciare all'appalto».
Anche perché ormai il clima a Palazzo di Città è diventato assai difficile, e D'Angelo non lo nasconde: «questa attività di verifica, al di là di ogni tipo di valutazione personale o tecnica che non rientra nella nostra competenza, sta comunque generando un clima di disorientamento fra tutti i dirigenti e i funzionari dell'Ente, professionisti che hanno sempre prestato la propria esperienza e la propria opera con passione e spirito di sacrificio».
E D'Angelo è certo che «tutto ciò andrà a ripercuotersi sull'attività complessiva dell'amministrazione, in particolare su quella che richiede capacità di interpretazione di norme e regolamenti che si traducano in opere concrete e risultati a vantaggio dei cittadini».
Ma il vice sindaco cerca di tranquillizzare tutti: «non possiamo che riaffermare la nostra incondizionata fiducia nell'operato di tutti i dipendenti del Comune di Pescara, di tutti i dirigenti che rappresentano il braccio operativo del governo cittadino e siamo certi che le persone che oggi sono state chiamate a rispondere su procedure e fatti, peraltro già sottoposti alla positiva verifica della giustizia amministrativa, saranno in grado di chiarire la propria posizione.
Siamo sicuri che questo avverrà, speriamo in tempi rapidi, al fine di affrontare con spirito diverso un futuro amministrativo sereno e proficuo per la città, come ci eravamo promessi di fare sin dal nostro primo mandato».
Tutt'altro tipo di reazione, invece, per la minoranza che sa bene quanto questo clima possa avvantaggiarli nella prossima campagna elettorale.
«I nuovi avvisi di garanzia», ha commentato Lorenzo Sospiri, coordinatore provinciale di Alleanza Nazionale, «dimostrano, ancora una volta, la fondatezza della battaglia intrapresa da Alleanza Nazionale per fare chiarezza sulla vicenda del primo appalto. Riteniamo che, giunti a questo punto, tutta la maggioranza abbia il dovere di dimettersi: lo stesso vicesindaco D'Angelo aveva del resto preannunciato il proprio ‘abbandono' se altri esponenti dell'amministrazione fossero stati raggiunti da provvedimenti giudiziari, oggi tenga fede a quella promessa».
Sospiri ha anche ricordato che lo stesso vicesindaco D'Angelo, «come primo atto del suo ‘governo' cittadino, ha rinnovato i contratti ai tre dirigenti raggiunti da avviso di garanzia, dunque le dimissioni della maggioranza sembrano ormai un passo obbligato. Non basta: oggi mi domando se, dopo l'ennesimo atto giudiziario, lo stesso vicesindaco abbia ancora intenzione di portare in aula il suo progetto di riqualificazione delle aree di risulta, volontà che pare perlomeno inopportuna alla luce degli ultimi eventi giudiziari».

04/03/2009 9.40