D’Alfonso e gli incontri "segreti" con i fedelissimi fuori Pescara

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Incontri, riunioni, cene, “giunte volanti”, gite fuori porta. Si possono chiamare come si preferisce, fatto sta che il sindaco Luciano D’Alfonso, ufficialmente impedito nelle sue funzioni di amministratore causa certificato medico, si sarebbe incontrato più volte con membri della giunta e consiglieri di fiducia.CAMILLO D’ANGELO SMENTISCE:«MAI INCROCIATO LUCIANO D’ALFONSO»
Voci che giravano da diverse settimane che tuttavia avrebbero trovato diverse conferme e riscontri.
Quelle riunioni di “vip” non sono passate inosservate ad alcune persone che hanno scrutato il gruppetto “fuori zona”.
Si sarebbe trattato di diversi incontri per lo più serali, anche in locali pubblici, spesso fuori Pescara, ai quali avrebbero partecipato i fedelissimi del sindaco, quest'ultimo sotto inchiesta per corruzione e associazione a delinquere.
Fedelissimi, simpatizzanti e sostenitori che sono tutt'ora ai vertici del Comune e che continuano il programma amministrativo del D'Alfonso bis.
Al solo sospetto di una azione perfettamente in linea con il passato dell'attuale giunta retta da Camillo D'Angelo, oggi si aggiunge un particolare forse non secondario: quegli incontri, molto riservati, sono di sicuro ristretti a pochi eletti che -magari solo per un caso- sono anche coloro che prendono decisioni a Palazzo di città.
Riunioni per parlare di cosa?
Chissà magari di calcio o di futili amenità che devono rimanere fuori dalla cronaca, oppure si sarà parlato delle prossime elezioni politiche, di candidati, di gente di fiducia… chissà.
Di sicuro oggi si rafforza il sospetto che l'ancor in carica sindaco D'Alfonso di fatto continui a guidare l'amministrazione comunale, persino impartendo indicazioni precise in vere e proprie “giunte volanti”, queste sì clandestine perché ufficialmente non si potrebbero tenere. Ed infatti i provvedimenti di giunta non prevedono la presenza del sindaco.
Come sarebbero da inquadrare gli eventuali “consigli” del sindaco all'attuale giunta in carica su come agire, o su quali provvedimenti adottare e con quali priorità e con quale procedura?
Il decreto firmato dal presidente della Repubblica prende atto dell'impedimento del sindaco e attribuisce i poteri al suo vice.
Il decreto si è basato su un certificato medico firmato da un consigliere di maggioranza nel quale -per stessa ammissione dell'estensore- non si definiva il malessere “permanente” come vorrebbe la legge mentre nella lettera servita a D'Alfonso a ritirare le dimissioni egli definì la causa del suo impedimento «permanente ed ingravescente».
Di fatto, dunque, tutte le funzioni sono passate a D'Angelo al quale, tuttavia, non sono vietati incontri con il sindaco che è tornato cittadino libero anche se indagato. Dunque anche per questi nessun divieto di incontrare i suoi colleghi di amministrazione.
C'è da ricordare che il gip Luca De Ninis lo scorso 24 dicembre ha revocato gli arresti domiciliari concessi il 15 dicembre proprio in virtù del fatto che D'Alfonso aveva presentato al pm Gennaro Varone in anticipo la lettera firmata di dimissioni (per scongiurare l'arresto) che avrebbe presentato però dopo le elezioni regionali, così come in realtà avvenuto anche se dopo l'arresto.
Le dimissioni presentate sono state revocate perché nel frattempo il primo cittadino è stato scarcerato ma nello stesso tempo si dichiarò non disposto a continuare il suo mandato per motivi di salute.
Dopo il sequestro della villa di Lettomanoppello la situazione per D'Alfonso potrebbe aggravarsi nel caso in cui gli inquirenti abbiano già assicurata la prova che di fatto le giunte “segrete” siano servite per ostacolare le indagini, inquinare le prove oppure compiere reati della stessa indole già contestati all'ex segretario del Pd.
Intanto una parte delle indagini potrebbe essere chiusa in tempi brevi mentre altri filoni potrebbero aver bisogno di ulteriori mesi per approfondire molte indicazioni che sarebbero giunte agli inquirenti strada facendo.
Si parlerebbe di ulteriori cifre sospette che potrebbero essere contestate e che sarebbero state in qualche modo girate a D'Alfonso non solo da imprenditori ma anche da persone in qualche modo legate all'amministrazione comunale. Anche in questo caso soldi pubblici che venivano ufficialmente spesi per lavori o consulenze e che invece servivano ad altro. Verifiche che avrebbero già portato a qualche primo riscontro che tuttavia necessita di ulteriore verifica.

02/03/2009 13.51

CAMILLO D'ANGELO:«MAI INCROCIATO LUCIANO D'ALFONSO»

«Né io, né la giunta che presiedo dal gennaio scorso abbiamo mai incontrato o incrociato Luciano D'Alfonso in alcun incontro o riunione segreta. Il mio ultimo incontro con l'ex sindaco risale al 5 gennaio scorso, quando ho comunicato la mia disponibilità a portare avanti il lavoro della giunta fino alla data del voto».
«A chiarimento della confusione generata da quanto in questi giorni di polemiche e veleni si sta insinuando e scrivendo in merito a questa vicenda, preciso che le giunte», spiega D'Angelo, «anche prima del 15 dicembre scorso, si sono sempre svolte in seduta ufficiale e all'interno di Palazzo di Città e sono state presiedute dal sottoscritto o da chi ne aveva la titolarità democraticamente riconosciuta. Se l'estensore dell'articolo ha informazioni di tipo diverso, capaci di dimostrare che le presunte decisioni prese nei presunti consessi illustrati nell'articolo abbiano influenzato le scelte e gli indirizzi assunti dall'amministrazione in questo lasso di tempo, è invitato a circostanziarle e a renderle note anche al sottoscritto, così che possa intervenire di conseguenza. Nel caso contrario trovo inopportuno quanto scorretto continuare a fare informazione basandosi su voci e non su fatti, dando per scontato l'esercizio di un reato e generando confusione verso tutti coloro che in buona fede seguono la testata e si formano, loro malgrado, un'opinione basata su notizie da provare e, come in questo caso, del tutto infondate».

Prendiamo atto della smentita del vicesindaco. Quanto alle notizie da noi riportate non si basano ovviamente su voci non verificate ma su una vicenda (i contatti tra sindaco e giunta, diretti o indiretti) oggetto di indagine e coperta da segreto.
a.b.


02/03/2009 18.48